Cous cous al profumo di menta con verdure

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Cous cous al profumo di menta con verdure

Cous cous al profumo di menta con verdure

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Cous cous al profumo di menta con verdure prima Cous cous al profumo di menta con verdure

Qualcosa su "Cous Cous al profumo di menta con verdure"

Quando ero piccola passavo quasi ogni mattina d’estate (e non solo!) dalla nonna e spesso insieme andavamo da sua sorella, che abitava poco distante, a prendere un po’ della menta fresca che cresceva nel suo giardino, perché per pranzo quasi sicuramente avremmo preparato una frittata. E la menta non poteva mancare.

Se ripenso a questa piccola abitudine quotidiana di tanti anni fa, tutt’un tratto mi invade la mente e i pensieri il profumo inconfondibile della menta e mi sembra quasi di essere in quel giardino e di pretendere di poter tenere io il tovagliolo ben ripiegato che avvolgeva quelle foglioline verdi, per poterle annusare mentre tornavamo a casa e perdermi in quell’odore. Venti e passa anni fa, come ora.

Ecco perché questo cous cous aromatizzato alla menta che vi proponiamo oggi mi è piaciuto così tanto.
Provatelo, vi sorprenderà!


Ingredienti (per 2 persone)

140 g di cous cous
160 g di acqua
10 foglie di menta
1 peperone
1 zucchina
6-7 pomodori ciliegino
1 spicchio d’aglio
Sale q.b.
Olio EVO q.b.

Procedimento

Mettete l’acqua in un bicchiere, e aggiungete le foglioline di menta ben lavate. Coprite con una garzina inumidita in modo che aderisca bene ai bordi del bicchiere e lasciate in infusione tutta la notte.

Il giorno dopo tagliate il peperone a listarelle, la zucchina e i pomodorini (io ho usato questi tre tipi di ortaggi, ma voi potete scegliere quelli che più vi piacciono ovviamente!) a dadini piuttosto piccoli, mettete un filo d’olio e uno spicchio d’aglio in padella e fate rosolare prima il peperone, poi dopo qualche minuto anche la zucchina e infine, i pomodorini, aggiungendo un po’ d’acqua di tanto in tanto, lasciare andare per qualche minuto, eliminate l’aglio e spegnete.

Filtrate l’acqua in cui avevate messo in infusione la menta e mettetela a bollire con un po’ di sale. Versatela sul cous cous che avrete disposto in una ciotola o in un piatto, aggiungete uno o due cucchiai di olio e coprite con pellicola per 5 minuti, trascorsi i quali potrete sgranare il cous cous con una forchetta e aggiungervi le verdurine saltate in padella.

Impiattate e godetevi il vostro cous cous fresco e profumatissimo!


Come suona "Cous cous al profumo di menta con verdure"

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Cosa beviamo con "Cous cous al profumo di menta con verdure"

Nicola Didonna consiglia

Interessante questo abbinamento che potremmo definire territoriale, considerato l’uso che se ne fa da secoli del cous cous in terra siciliana. La tendenza dolce del cereale e delle verdure, insieme alla grande aromaticità di queste ultime insieme alla menta, ci richiedono l’utilizzo di un vino con grande mineralità, freschezza e ricchezza aromatica. Ho scelto quindi l’Etna Bianco “Mofete” di Palmento Costanzo, uvaggio di Carricante 70% e Catarratto 30%. Un vino dai grandi ricordi balsamici, frutta gialla e agrumi.

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Raccontiamo Le Colonne Marziale - Pizza al contrario

Raccontiamo Le Colonne Marziale

Raccontiamo Le Colonne Marziale

Raccontiamo Le Colonne Marziale

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Vi raccontiamo Le Colonne Marziale

Se il Paradiso fosse un piatto, probabilmente sarebbe una pizza. Ma dopo aver assaggiato la “Pizza al contrario” di Rosanna Marziale,  non hai decisamente più dubbi. Il Paradiso è lì, tra una base di Mozzarella di bufala (leggermente fiammeggiata per simulare il cornicione della pizza), del pomodoro San Marzano, un po’ di pane croccante cafone e qualche fogliolina di basilico.

Siamo approdati al ristorante “Le Colonne Marziale“, a Caserta, per assaggiare in primis quello che per noi era un “Capolavorodeidea” (come direbbe la nostra amica BB), la “Pizza al contrario” appunto, ma poi abbiamo optato per dei menu degustazione. E non ce ne siamo pentiti.
Ma andiamo con ordine.

Se il piatto di benvenuto è una pasta di Gragnano FRITTA (su una crema di olive nere, melanzane e colatura di alici), il resto del pranzo non potrà che essere perfetto.
L’entrée è accompagnata da un Asprinio di Aversa (uno spumante brut della cantina Adolfo Spada), sorseggiando il quale si ha tutto il tempo di consultare la Carta Marziale, un menu speciale, che spiega ingredienti e storia degli stessi e ti accompagna nella scelta dei piatti.


Antipasti

Iniziando dalla Pizza al contrario, che aveva già catturato il nostro cuore e poi anche il nostro palato, abbiamo proseguito così.

Palla di mozzarella: mozzarella sciolta, farcita con taglierini al basilico, rimozzata, impanata e fritta su una crema di piselli.
A parte l’idea in sé, ancora una volta geniale, questo piatto, che è non solo esteticamente perfetto, quasi fosse un quadro post-moderno, ma anche incredibilmente succulento, ti manda in estasi a ogni boccone facendoti assaporare anche la crema di piselli che probabilmente a casa non toccheresti neanche e invece qui ci intingi delicatamente pezzi della mozzarella rimozzata e fritta, perché non vuoi assolutamente lasciare nulla nel piatto e se non fossi in un ristorante stellato, probabilmente faresti anche la scarpetta. Che noi non abbiamo fatto. No. Assolutamente. È inutile che ci guardate così, non ci sono le prove. Per cui siamo assolti, il caso è chiuso.


Primo

Iniziando dalla Pizza al contrario, che aveva già catturato il nostro cuore e poi anche il nostro palato, abbiamo proseguito così.

Palla di mozzarella: mozzarella sciolta, farcita con taglierini al basilico, rimozzata, impanata e fritta su una crema di piselli.
A parte l’idea in sé, ancora una volta geniale, questo piatto, che è non solo esteticamente perfetto, quasi fosse un quadro post-moderno, ma anche incredibilmente succulento, ti manda in estasi a ogni boccone facendoti assaporare anche la crema di piselli che probabilmente a casa non toccheresti neanche e invece qui ci intingi delicatamente pezzi della mozzarella rimozzata e fritta, perché non vuoi assolutamente lasciare nulla nel piatto e se non fossi in un ristorante stellato, probabilmente faresti anche la scarpetta. Che noi non abbiamo fatto. No. Assolutamente. È inutile che ci guardate così, non ci sono le prove. Per cui siamo assolti, il caso è chiuso.

Finta Carbonara: Spaghettoni di Gragnano, crema di latte zafferano e guanciale.
Premessa: noi amiamo la carbonara, sappiamo che c’è un solo modo per farla e tutte le altre varianti, sono e restano appunto delle varianti, ma non sono carbonara.
Detto questo, il piatto è di un’onesta intellettuale invidiabilissima, infatti ha quel “finta” nel nome, che mette già le cose in chiaro, ma poi lo assaggi e pensi che di finto, c’è ben poco. I sapori sono incredibili e la crema di zafferano crea un connubio perfetto col guanciale croccante, che ti fa venire voglia di chiedere alla Chef di sposarti o quantomeno di trasmetterti un po’ della sua bravura (a proposito, durante il lockdown, su Instagram Rosanna Marziale ha cucinato in diretta delle ricette “svuotafrigo”, davvero meravigliose, intitolando questa rubrica “#iononspreco”. Vale la pena di fare un giro sul suo profilo, non solo per ammirare la sua arte, ma anche per cercare di replicare qualcuno di questi suoi capolavori, a casa, in attesa di andare a pranzo nel suo ristorante!).


Secondo

Maialino nero casertano marinato con zenzero, erbe e confettura e cotto bassa temperatura 12 ore, con friggitelli e crema di patate.
Tenero e succulento, è un secondo davvero impareggiabile.
Ne abbiamo preso uno in due perché eravamo già sazi, ma non si può dire di no al maialino e abbiamo finito col litigarci anche l’ultima fettina di cipolla rossa di Tropea che era nel piatto.


Chiudere in dolcezza...

Creta: crema ai limoni di Sorrento con cioccolato fondente servita al bicchiere, in un piccolo vasetto in “creta”, appunto, che ricorda quindi l’aspetto di una piantina, ma che al primo assaggio regala una cremosità unica e delicata, impreziosita dal profumo del limone e dalla squisitezza del cioccolato.

Piacevolissime note a margine:

– I due tipi di pane che vengono portati al tavolo insieme a una salsa di pomodoro di accompagnamento. Dal pane si capiscono molte cose di un ristorante, e qui le aspettative non vengono deluse.

– Delle mini porzioni di dolci tipici campani (immancabile il babà!) che vengono serviti a prescindere che il dolce vero e proprio sia stato ordinato o meno. Una vera delizia.

– Diversi tipi di zucchero, serviti in bicchieri trasparenti e ognuno col suo cucchiaino, per dolcificare il caffè. Una chicca.

Noi vi consigliamo questo che è per noi un vero posto del cuore, sia perché mangiando da “Le Colonne Marziale” si può toccare con mano cosa significa possedere tecnica, qualità e passione alla guida di una cucina, come quella di Rosanna Marziale appunto, sia perché mangiare bene è una dei regali più belli che possiamo fare a noi stessi e siamo certi che il viaggio esperienziale nel cibo, soprattutto nella Mozzarella di Bufala Campana DOP (di cui la Chef è ambasciatrice nel mondo), vi lascerà in bocca un sapore inconfondibile, quello della felicità.


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Focaccia Pugliese

Focaccia pugliese

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Focaccia pugliese

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Qualcosa su "Focaccia Pugliese"

La focaccia in Puglia è quella cosa che si prepara la domenica come aperitivo prima del pranzo, e la si accompagna magari con dei salumi oppure la si usa per fare la scarpetta nel ragù.

La focaccia è quella cosa che usi come cena quando non sai cosa cucinare, oppure farcisci con mortadella e provolone, “ma qualche pezzo solo con la mortadella, che non tutti mangiano il provolone”, per gli onomastici, insieme a mille altre cose, perché noi festeggiamo anche gli onomastici, sì.

La focaccia è anche quella cosa che prendi quando sei in giro per commissioni o hai poco tempo nella pausa pranzo e allora “1€ di focaccia, grazie!”. Che poi dai, se con un euro riesci a fare un pranzo degno di un re, di che altro hai bisogno?

Ecco, allora se la prepari tu la focaccia non ha davvero prezzo, altro che un euro!

Qui una ricetta collaudata e super buona!
Buona domenica!


Ingredienti

500 g farina 00
400 ml acqua (a temperatura ambiente)
1 cubetto di lievito di birra
12 g sale + una spolverata prima di infornare
15 g olio EVO + altri 15-20 g g per ungervi le mani in fase di lavorazione e un’altra abbondante dose per la cottura in forno
10 g di zucchero (o miele o malto)

Per condire:
7 pomodorini ciliegino
Olive q.b
Origano q.b.

Procedimento

In una ciotola ampia, sciogliete il lievito nell’acqua insieme allo zucchero, aggiungete l’olio e mescolare. Poi aggiungete tutta la farina in un colpo e amalgamate con un cucchiaio, facendo circa 35 giri, a questo punto aggiungete il sale e sempre col cucchiaio fate una decina di “pieghe” dal basso verso l’alto, come a voler richiudere l’impasto su se stesso.
Fate riposare coperto da pellicola e da un canovaccio per 15 minuti e fate altre pieghe di forza su un piano leggermente infarinato, ungendovi le mani di olio per facilitarvi la presa. Lasciate l’impasto sul piano di lavoro e coprite con la ciotola per altri 15 minuti, trascorsi i quali, fate altre 10 pieghe, sempre con le mani unte di olio. Mettete l’impasto nella ciotola, mettendo ancora un po’ di olio sopra e sotto e lasciate lievitare 3 ore, coperto con pellicola trasparente e un canovaccio. Spostate ora l’impasto in una teglia (da 30 cm di diametro se la volete più alta, da 32 cm o poco più, se invece vi piace più bassa) con della carta forno e abbondante olio e stendete leggermente. Fate riposare ancora 1 ora e poi fate i classici “buchi” con i polpastrelli, stendendo l’impasto fino ai bordi (cosa che però sarà già avvenuta con la lievitazione) e aggiungendo un pizzico di sale, un po’ di origano e qualche oliva, se vi piace.
Infornate a 250° per 15-20min, prima sul fondo del forno e poi sul primo ripiano (quello più in basso insomma).


Come suona "Focaccia pugliese"

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Raccontiamo Osteria Piga

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Vi raccontiamo Osteria Piga e i suoi piatti

E voi vi ricordate qual è stato l’ultimo posto dove siete stati a cena prima del lockdown, inconsapevoli che di lì a poco la pizza il sabato sera e il gelato la domenica non sarebbero state più abitudini così scontate?

Noi ce lo ricordiamo benissimo, anche perché dopo aver terminato, ci siamo guardati negli occhi e ripromessi di tornarci il prima possibile.

Osteria Piga, a Polignano a Mare, è esattamente uno di quei ristoranti in cui sogni di portare qualcuno a te caro, dicendogli “Conosco un posticino…”.
Intimo e riservato, con un “insolito” menu di terra, dato che ci troviamo in uno dei posti a strapiombo sul mare più famosi di tutta la Puglia.
Appena entrati in sala si viene conquistati da un’atmosfera da osteria, sì, ma elegante e raffinata, e subito dopo dalla coscia di prosciutto in bella vista che ti fa subito capire di essere capitato nel posto giusto.

L’antipasto di 7 portate con cui abbiamo aperto la cena (o le porte del paradiso, scegliete voi!) sarebbe già sufficiente a sfamare chiunque, ma noi volevamo fare le cose per bene e abbiamo deciso di continuare con un primo, un secondo e poi beh, guarda com’è cremoso quel tiramisù, che fai, non lo prendi?

Particolarmente degni di nota:
– l’intera burrata affumicata (una delle 7 portate dell’antipasto) coperta da una pioggia di pomodorini sott’olio, davvero superlativa, tanto da farti sussultare di gioia al primo “taglio” (alleghiamo video dimostrativo!);
– i “cappellotti in sfoglia di castagno con vellutata di zucca, datterino e ricotta di pecora affumicata” che abbiamo assaporato più lentamente che potevamo perché davvero volevamo non finissero mai.
La pasta fresca è rigorosamente homemade e la farina di castagne dava quel tocco in più a un piatto già di per sé divino!

Insomma, noi non vediamo davvero l’ora di ritornarci e non possiamo che consigliarvi di fare altrettanto, le vostre papille gustative vi ringrazieranno!


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Linguina con ciliegino e pancetta

Linguina con ciliegino e pancetta

Linguina con ciliegino e pancetta

Linguina con ciliegino e pancetta

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Qualcosa su "Linguina con ciliegino e pancetta"

Qualcuno potrebbe dire che il ciliegino giallo è un datterino che non ci ha creduto abbastanza. E invece no.

Ok, in realtà è andata così: noi volevamo i datterini, ma il fruttivendolo non li aveva e così ci ha proposto questi. Ora però non diciamolo a voce troppo alta che sennò il ciliegino ci resta male e non ci sembra il caso.

E comunque se è vero il detto per cui “Non ottenere ciò che vuoi, alle volte, è un meraviglioso colpo di fortuna”, beh a noi è andata proprio così: conquistati al primo assaggio! E vi assicuriamo che non è solo merito della pancetta, che rende squisito (quasi) ogni piatto.
Provare per credere! 😋


Ingredienti (per 2 persone)

160 g di linguine
20 pomodorini ciliegino gialli
60 g di pancetta affumicata tagliata a dadini
1 spicchio d’aglio
Olio EVO

Procedimento

In una pentola dai bordi alti mettete a bollire l’acqua per la pasta e quando avrà raggiunto la temperatura, “buttate” la pasta appunto, con poco sale grosso.

Tagliate a metà i pomodorini ben lavati e metteteli in padella dopo che avrete fatto imbiondire uno spicchio d’aglio in 2 cucchiai di olio EVO. Fateli rosolare a fiamma medio-bassa per qualche minuto e aggiungete un mestolo di acqua di cottura. Aspettate qualche minuto ancora e aggiungete i dadini di pancetta affumicata, mescolate e fate cuocere finché non avrà cambiato colore, aggiungendo, se è il caso, un po’ di acqua di cottura ogni tanto e nei tutta in una volta.
Assaggiate e salate, se necessario, anche se, essendo la pancetta affumicata piuttosto salita, molto probabilmente non ce ne sarà bisogno.
Scolate la pasta piuttosto al dente e fate saltare in padella con il condimento e qualche mestolo di acqua di cottura che avrete tenuto da parte.
Impiattate e servite a tavola!

N.B. Per questa ricetta noi abbiamo utilizzato delle linguine aromatizzate al limone e pepe, ma se non le trovate, potete sostituirle con delle semplici linguine classiche e magari grattuggiare sul piatto un po’ di scorza di limone (non trattato, mi raccomando!) , che renderà il piatto piacevolmente più fresco!


Come suona "Linguina con ciliegino e pancetta"

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Piatto caratterizzato da una buona struttura questo, motivo per cui anche il vino dovrà rispettare tale complessità di sapori pur non sovrapponendosi. Ho scelto quindi il Biancosesto di Tunella, azienda friulana e friulani autoctoni sono anche i vitigni di questo strepitoso bianco, Ribolla Gialla e Friulano. Ha la particolarità di fermentare, sui lieviti, in botti grandi di rovere di Slavonia, motivo per il quale acquisisce grande complessità e struttura.
Colore giallo paglierino con riflessi verdolini, al naso si percepiscono fiori, vaniglia e frutta. Al palato grande personalità con una buonissima sapidità e chiaramente grande freschezza. Lungo ed elegante il finale!

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Parmigiana di melanzane light

Parmigiana di melanzane light

Parmigiana di melanzane light

Parmigiana di melanzane light

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Parmigiana di melanzane light cruda Parmigiana di melanzane light

Qualcosa su "Parmigiana di melanzane light"

Premessa: questa sarà una delle poche volte che troverete la parola “light” nel nome di una nostra ricetta.
Certi della vostra comprensione, ci scusiamo comunque per l’inconveniente e vi auguriamo buona continuazione su questi schermi.

La parmigiana è la parmigiana, si sa.
Questa che vi proponiamo oggi è sua sorella, che ha passato la fase 1 tra pizze e panzerotti e ora vuole salvare il salvabile, grigliando le sue melanzane, anziché friggerle.
Il risultato è che potrete concedervi il bis, senza sguardi di disapprovazione da parte del vostro partner, di vostra madre o del vostro gatto.
Buon appetito! ❤️


Ingredienti (per 4 persone)

3 melanzane (circa 650 g)
700 ml di passata di pomodoro
400 g di mozzarella
4 cucchiai di parmigiano
2 spicchi d’aglio
Sale q.b.
Olio EVO
Basilico

Procedimento

Preparate un sugo di pomodoro, soffriggendo in un po’ d’olio 2 spicchi d’aglio, precedentemente sbucciati e schiacciati. Quando saranno dorati, versate la passata di pomodoro, abbassate leggermente la fiamma e mescolate.
Fate sobbollire e aggiungete qualche foglia di basilico. Abbassate la fiamma, coprite e lasciate cuocere per circa 15 minuti, salando solo alla fine. Spegnete e lasciate intiepidire.
Affettate le melanzane, ad uno spessore di circa 1/2 cm, grigliatele su una piastra antiaderente bollente. Fate cuocere circa mezzo minuto per lato e disponetele in un piatto.
Iniziate ad assemblare la vostra parmigiana light, adagiando nella teglia un paio di mestoli di salsa di pomodoro, uno strato di melanzane una vicino all’altra e, sopra, uno strato di mozzarella tagliata a dadini, con qualche foglia di basilico, altra salsa di pomodoro e una spolverata di parmigiano.
Ripetete finché non finirete gli ingredienti a disposizione, concludendo con uno strato di salsa di pomodoro, un po’ di parmigiano e ancora qualche foglia di basilico.
Cuocete in forno caldo a 180° per circa 30 minuti.
Lasciatela raffreddare e assestare prima di tagliarla.

Suggerimento: ovviamente potete aggiungere altri ingredienti a vostro piacimento, come del prosciutto cotto o della mortadella: renderanno la vostra parmigiana ancora più saporita!


Come suona "Parmigiana di melanzane light"

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Perfetta unione tra nord e sud, la Parmigiana (in questo caso in versione light) ed un Rosato di provenienza settentrionale, il Rosagreen Valtènesi Chiaretto. Coltivato e imbottigliato dall’azienda Pasini San Giovanni sul Lago di Garda, questo fantastico rosato da uve Groppello si presenta di un rosa tenue, elegante già alla vista, al naso le note floreali sono prevalenti insieme ad accenni di melograno. Al palato è fresco, di buona sapidità ed eleganza e di sorprendente persistenza.

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Torta Mimosa

Torta mimosa

Torta mimosa

Torta mimosa

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Torta Mimosa pezzo di Torta Mimosa

Qualcosa su "Torta mimosa

La mimosa è una di quelle torte che esistono nella nostra tradizione praticamente da sempre. La si prepara di solito per la festa della donna, ma a noi le cose scontate non piacciono e allora eccoci qui. Altra festa, sì, ma non dobbiamo dirvi noi che non c’è bisogno di un giorno apposito per ringraziare le nostre mamme e quello che fanno per noi.
Però un dolce ci sta sempre bene, ecco. 😋 E, cercando qual e là, la ricetta migliore per prepararlo abbiamo notato però che prevedeva quasi sempre l’uso di moooolte uova. Allora abbiamo provato a rielaborarla un po’ e ne è venuto fuori un dolce dal sapore delicato, ma buono e rassicurante al tempo stesso. Un po’ come la mamma, no? ❤️
Qui trovate la ricetta.
Buon week end! 😎


Ingredienti (per uno stampo di 26)

3 uova
150 g di zucchero
100 ml di olio di semi
50 ml di latte
250 g di farina
1 bustina di lievito per dolci

Per la crema:

500 ml di latte
2 tuorli
3 cucchiai rasi di zucchero
3 cucchiai colmi di farina
250 ml di panna fresca da montare

Per la bagna:

50 ml di latte

Procedimento

Separate i tuorli dagli albumi e montate con uno sbattitore i primi con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso; aggiungete quindi l’olio di semi e continuate ad amalgamare per bene. Setacciate la farina e unitela al composto, facendo attenzione a sciogliere eventuali grumi, aggiungete poi il latte e infine gli albumi montati a neve, abbandonando lo sbattitore e mescolando delicatamente con una spatola dal basso verso l’alto. Ricoprite lo stampo con della carta forno e versateci delicatamente il composto.
Infornate a 180° per 25-30 minuti circa.

A questo punto preparate la crema, amalgamando prima i tuorli con lo zucchero e poi la farina, quando avrete ottenuto un composto liscio ed omogeneo aggiungete il latte e mettete sul fuoco, mescolando sempre e tenendo la fiamma piuttosto bassa. Quando la crema si sarà addensata, spegnete e togliete dal fuoco.
Montate ora la panna fredda di frigorifero e unitela alla crema quando quest’ultima si sarà raffreddata, mescolando bene.
Un consiglio: quando montate la panna, mettete mezz’ora la ciotola (vuota) in cui la monterete, in frigorifero e tiratela fuori solo quando vi servirà. Disponete poi due bacchette di ghiaccio sotto di essa, versate la panna e iniziate a montare. Vedrete che sarà molto più facile e veloce, specialmente in estate!
Mettete in frigo la crema ottenuta e passate alla suddivisione del pan di spagna.

Riprendete la torta, tiratela fuori dallo stampo, staccandola dalla carta forno e tagliatela in 2 dischi. Scavate bene (con uno scavino o aiutandovi con un coltello) la base e mettete da parte le briciole che avrete ottenuto (tagliatele ancora a pezzi più piccoli se necessario). Bagnate la base con il latte e riempitela con circa metà della crema. Poggiate sopra il disco che avevate ottenuto tagliando la torta, ma capovolto, bagnate anche quest’ultimo con il latte e ricoprite il tutto (anche i lati) con la crema avanzata. Ora fate un art attack, attaccando le briciole del pan di spagna su tutta la torta e avrete la vostra mimosa.
Mettete in frigo per qualche ora (meglio se per una notte intera) e buon appetito!


Come suona la "Torta mimosa"

consiglia

Cosa beviamo con la "Torta mimosa"

Nicola Didonna consiglia

Grande classico dei dolci la Torta Mimosa, dove dolcezza e grassezza sono gli aspetti che caratterizzano l’esperienza gustativa. Per l’abbinamento con il vino vale sempre la regola dolce+dolce, ma in questo caso abbiamo bisogno anche di altri elementi come sapidità e acidità per smorzare la parte grassa del piatto. La scelta è ricaduta su un grande vino da dessert italiano, prodotto dalle Cantine Maculan di Breganze (Vicenza). Prodotto da uve Vespaiola, il Torcolato Maculan si presenta di un colore giallo dorato, al naso fiori, miele, vaniglia ed al palato grande equilibrio tra dolcezza, acidità e sapidità.

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Interno Piadina con prosciutto crudo, squacquerone e puntarelle

Piadina prosciutto crudo, squacquerone e puntarelle

Piadina prosciutto crudo, squacquerone e puntarelle

Piadina prosciutto crudo, squacquerone e puntarelle

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Interno Piadina con prosciutto crudo, squacquerone e puntarelle Piadina con prosciutto crudo, squacquerone e puntarelle

Qualcosa su "Piadina prosciutto crudo, squacquerone"

Oggi vi proponiamo un’idea sfiziosa per la cena, più che per il pranzo, anche se effettivamente nulla vieta di pranzare con lei: sua maestà la piadina!
Ormai lo avrete capito, ci piace mangiare e ci piace farlo bene, magari sperimentando accostamenti insoliti o semplicemente ancora inesplorati. Ed è così che nasce questo “piatto”: piadina con prosciutto crudo, squacquerone e puntarelle! Esatto, proprio quelle che si consumano in grandissime quantità nella Capitale, spesso e volentieri con le alici o comunque come contorno sfizioso, ma “sano” a piatti non esattamente leggeri, come sono quelli della tradizione romana che ci piacciono tanto.
Il loro sapore amarognolo abbinato a un buon prosciutto crudo dolce e allo squacquerone che ben amalgama il tutto, vi farà chiudere gli occhi e masticare lentamente per godervi l’attimo al meglio! Provare per credere! ❤️


Ingredienti (per 6 piadine)

500 g di farina 00
80-100 g di strutto (o burro o olio)
150 ml latte
150 ml acqua
1 cucchiaino di bicarbonato
10 g sale

Per la farcitura:

250 g di Prosciutto crudo dolce
300 g di squacquerone
300 g di puntarelle
Olio EVO q.b.
Sale
Aceto di vino bianco

Procedimento

Mettete la farina sulla spianatoia con bicarbonato e sale, fate una fontana al centro e mettetevi lo strutto (o il burro morbido o l’olio) tagliato a dadini.
Impastate aggiungendo poca acqua alla volta e il latte, fino ad avere un impasto liscio e omogeneo.
Coprite il panetto con un canovaccio e fate riposare per mezz’ora a temperatura ambiente.
Prendete dunque il panetto e reimpastatelo formando un grosso filone del diametro di circa 8-10 cm, e tagliatelo in 6 pezzi di uguale dimensione da circa 150 g l’uno, formando delle palline.
Stendete ogni pallina con uno spessore di circa 3-4 mm, prendete poi una padella dal fondo liscio, fatela scaldare sul fuoco senza ungerla e quando è caldissima mettetevi la piadina. Non appena si formeranno le classiche bolle, dopo circa un minuto quindi, rompetele coi rebbi di una forchetta, in modo che cuocia uniformemente.
Cuocete la piadina, due minuti circa per lato.
Togliete quindi la piadina dalla padella e mettetela da parte su un piatto. Man mano che le altre piadine saranno pronte, impilatele una sull’altra.

Per la farcitura noi vi suggeriamo di rimettere la piadina in padella non troppo calda, e comunque a fiamma bassa, e comporla con gli ingredienti a disposizione: prima lo squacquerone, spalmandolo un po’, poi il prosciutto crudo e infine le puntarelle ben lavate e tagliate sottili, condite con pochissimo sale, olio e qualche goccia di aceto. Chiudete a metà o arrotolatela se ci piace di più. Buon appetito!


Come suona "Piadina prosciutto crudo, squacquerone"

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Cosa beviamo con "Piadina prosciutto crudo, squacquerone"

Nicola Didonna consiglia

Quasi naturale l’abbinamento territoriale con questo piatto dal sapore ricco e deciso. Allora Romagna nel piatto e nel calice, con un Sangiovese coltivato in provincia di Rimini dalla prestigiosissima azienda Enio Ottaviani, una delle aziende più riconosciute del territorio.
Il “Caciara” viene vinificato vasche di cemento e dopo la svinatura matura ancora in cemento e botti grandi. Si presenta al naso con profumi fruttati al naso ed al palato asciutto, corposo e con un bel ritorno dei frutti percepiti all’olfatto. Salùt!

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Orzo perlato con pesto

Orzo perlato con pesto, cuor di burrata e pomodori secchi

Orzo perlato con pesto, cuor di burrata e pomodori secchi

Orzo perlato con pesto, cuor di burrata e pomodori secchi

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Qualcosa su "Orzo perlato con pesto, cuor di burrata e pomodori secchi"

Questo è un “piatto-non-piatto”, nel senso che l’unica cosa che dovrete cuocere è l’orzo. Il resto degli ingredienti vengono aggiunti a crudo e ciò lo rende perfetto per queste prime giornate di primavera-estate, ma anche per quando non si ha voglia di cucinare. Capita. 😅
E poi ci sono i colori della bandiera italiana, quindi anche perfettamente instagrammabile! 😜
Buon appetito!


Ingredienti (per 2 persone)

120 g di orzo perlato
1 burratina media
6-7 pomodori secchi sott’olio
20 foglie di basilico fresco
20 pistacchi sgusciati
Sale grosso q.b.
Pepe q.b.
Olio EVO

Procedimento

Mettete a lessare l’orzo perlato in poco più di due bicchieri di acqua fredda a fuoco medio per una ventina di minuti, salando a metà cottura.
Intanto preparate il pesto, frullando (ma se avete un mortaio, fatelo a mano, il risultato sarà di gran lunga migliore!) insieme il basilico, i pistacchi, l’olio, il sale e il pepe.
Tagliate la burrata a metà e scavatela, prendendone il ripieno e tagliuzzandolo ulteriormente insieme all’involucro. Dovrà diventare quasi una crema.
Tagliate anche i pomodori sott’olio in pezzi piccoli e formate il piatto, mettendo il pesto ottenuto sul fondo e adagiandovi l’orzo. Aggiungete il cuore di burrata a formare una piccola montagnetta e guarnite con i pomodori tagliati a pezzi.
Il piatto è pronto!


Come suona "Orzo perlato con pesto, cuor di burrata e pomodori secchi"

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Nicola Didonna consiglia

Bellissima questa combinazione di sapori nel piatto, dove abbiamo grande eterogeneità di gusti tra sapidità, tendenza dolce, acidità e tanti profumi. �Non possiamo che abbinare un vino che accompagna questa ricchezza di sapori di pari passo ma che presenta al palato anche una certa morbidezza, quindi ho scelto il Vermentino Etichetta Grigia di Ca’ Lunae, azienda ligure che rappresenta un’eccellenza per questo vitigno simbolo della regione delle riviere di ponente e levante.
Grandi profumi al naso di agrumi, frutta a polpa bianca e miele. Al palato grande equilibrio, elegante morbidezza ed intensità gusto-olfattiva.

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Ricetta del ragù pugliese

Ricetta del ragù pugliese

Ricetta del ragù pugliese

Ricetta del ragù pugliese

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Qualcosa su "Ricetta del ragù pugliese"

Il ragù, la domenica in Puglia, è sacro.
Ti svegli al mattino e mentre fai colazione vieni inondato dal profumo del ragù che borbotta già da qualche ora, tanto che tu sei lì che inzuppi un biscotto nel latte e quando lo addenti, ti sembra di essere già a pranzo, perché quel profumo ha pervaso qualsiasi cosa. Pure il biscotto e il latte.
E allora decidi di lasciar stare la colazione e fare quello che tutti i bambini hanno fatto almeno una volta nella vita: prendi un pezzo di pane bello croccante, lo intingi nella pentola del ragù e ti abbandoni a quel sapore unico e inconfondibile. E mentre sei lì con gli occhi chiusi che finisci di assaporare quella meraviglia… “Disgraziato, lascia il sugo, che vanno le briciole dentro e poi così ce lo dobbiamo mangiare?” – ti intima tua madre, che sbuca da non si sa dove, col cucchiaio di legno in mano e l’espressione accigliata, la stessa che aveva tua nonna quando lo facevi a casa sua. La stessa che probabilmente avrai anche tu un giorno con tuo figlio. Ma poi di nascosto tornerai a farlo anche tu, perché è vero che il ragù è sacro, ma i nostri ricordi lo sono di più. ❤️


Ingredienti (per 4 persone)

Ingredienti per le braciole:
8 fette di paletta di vitello
2 spicchi di aglio
Un po’ di pecorino grattugiato
Un mazzetto di prezzemolo tritato
Sale q.b.
Pepe nero q.b.

Ingredienti per il ragù:
300 g di collo di vitello
300 g di coscia (quella davanti) d’agnello
300 g di ventresca di maiale
8 braciole di paletta 
1 l di passata di pomodoro
Una cipolla
Una carota
Una costa di sedano
1/2 bicchiere di vino bianco secco
2 foglie di alloro
Olio Evo
Pepe nero
Sale
Acqua tiepida q.b.

Procedimento

Procedimento per le braciole:

Disponete le fettine di carne su un tagliere, battetele leggermente e mettete al centro il prezzemolo e l’aglio tritati, il pecorino grattugiato, un po’ di pepe nero e un pizzico di sale.
Arrotolate le fette di carne e fermatele con degli stuzzicadenti (o con il filo di cotone, come facevano le nonne).

Procedimento per il ragù:

Scaldate l’olio EVO in un tegame (possibilmente di terracotta) e fate imbiondire la cipolla, il sedano e la carota precedentemente tritati, a fiamma dolce per qualche minuto.
Aggiungete quindi i pezzi di carne: agnello, maiale, manzo e le braciole preparate precedentemente; fate rosolare e dorare per bene da tutti i lati.
Sfumate con un po’ di vino e fate evaporare a fuoco vivo, a questo punto aggiungete la passata di pomodoro.
Abbassate un po’ la fiamma e, se è il caso, aggiungete acqua tiepida un po’ per volta (non tutta in una volta). Fate cuocere a fuoco lentissimo per almeno 3 ore, (meglio se tutta la mattinata! Ricordiamo infatti che il vero segreto del ragù è la lunga e lenta cottura!) mescolando di tanto in tanto, fino a quando la carne non sarà così tenera da tagliarsi anche solo con la forchetta!


Come suona "Ricetta del ragù pugliese"

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Cosa beviamo con "Ricetta del ragù pugliese"

Nicola Didonna consiglia

Il ragù e la domenica, un connubio indissolubile, come Sandra e Raimondo, come le fave e le cicorie. Ma indissolubile è anche il legame tra ragù e vino rosso. Per questo piatto ho scelto il vino pugliese per eccellenza, il Primitivo, sua maestà il Primitivo. L’azienda scelta questa volta è un pò fuori dal coro, Petracavallo di Mottola produce uve e imbottiglia vino seguendo i metodi naturali, quindi, interventi biologici in campo, nessuna aggiunta di lieviti selezionati per le fermentazioni e nessuna aggiunta di solfiti. Questo Primitivo si presenta di un bel rosso rubino intenso con note al naso di frutta fresca e secca ed una buona presenza di spezie. In bocca è corposo, morbido e moderatamente tannico. Beh, buona domenica!

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