Torta salata di melanzane prosciutto e mozzarella

Torta salata di melanzane, prosciutto cotto e mozzarella

Torta salata di melanzane, prosciutto cotto e mozzarella

Torta salata di melanzane, prosciutto cotto e mozzarella

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Qualcosa su "Torta salata di melanzane, prosciutto cotto e mozzarella"

“Lo sai perché mi piace cucinare?”
“No, perché”?
“Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d’uovo, zucchero e latte l’impasto si addensa: è un tale conforto!”

La frase che avete appena letto è tratta da un film delizioso del 2009, “Julie & Julia”, che racconta le storie di due donne che, in epoche diverse, hanno cambiato le loro vite grazie alla cucina. Meryl Streep è strepitosa e tanto basta per suggerirvi di vederlo.

In ogni caso, quella che vi proponiamo oggi è sì una torta, ma salata, semplice e anche piuttosto veloce, quindi perfetta per queste serate estive. Provare per credere!


Ingredienti

1 rotolo di pasta sfoglia rotonda
2 melanzane grandi
200 g di prosciutto cotto
3-4 mozzarelle medie
Basilico (qualche foglia)
Olio EVO
Sale e pepe q.b.

Procedimento

Lavate le melanzane e privatele della buccia, tagliatele a metà e incidete dei piccoli tagli in superficie. Mettetele dunque in una teglia rivestita di carta forno con un filo d’olio EVO, un pizzico di sale e un po’ di pepe e infornatele in modalità grill a 250° per una ventina di minuti, capovolgendole a metà cottura.
Una volta tirate fuori dal forno, fatele raffreddare e tagliatele, riducendole in pezzi piccoli (aggiustandole di sale, se serve).
Tagliate anche le mozzarelle e il prosciutto in pezzi altrettanto piccoli e mescolate tutti gli ingredienti insieme con qualche foglia di basilico.

Tirate fuori dal frigo la sfoglia 20 minuti prima di stenderla, quindi srotolatela in una teglia rotonda e bucherellatela con una forchetta, versateci sopra il mix di ingredienti ben amalgamati tra loro e ripiegate i bordi della sfoglia verso l’interno, come se steste preparando una crostata.
Infornate in forno caldo a 250° per 20-25 minuti circa sul piano di mezzo.
Sfornate quando sarà ben dorata e lasciate rassettare qualche minuto prima di servire.


Come suona "Torta salata di melanzane, prosciutto cotto e mozzarella"

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Cosa beviamo con "Torta salata di melanzane, prosciutto cotto e mozzarella"

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Per questo ho piatto ho pensato ad un vino isolano. Vigneti baciati dal sole e accarezzati da costanti brezze marine. Il vitigno in questione è il Vermentino di Gallura DOCG, siamo in Sardegna e più precisamente in località Monti (Oristano), presso l’azienda biodinamica Tenuta Masone Mannu. E’ il bianco più rappresentativo dell’isola ed in questo caso si esprime con grandi note floreali, fruttate ed agrumate. Al palato è fresco, fruttato e con retrogusto di mandorla.

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Fiori di zucca gratinati ripieni di burrata e olive

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Fiori di zucca gratinati ripieni di burrata e olive

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Fiori di zucca gratinati ripieni di burrata e olive Fiori di zucca gratinati ripieni di burrata e olive

Qualcosa su "Fiori di zucca gratinati ripieni di burrata e olive"

I fiori di zucca sono nati per essere fritti. In pastella, ovviamente.
È inutile negarlo, siamo piuttosto sicuri che sia andata così:
Natura/Dio: Oggi ho proprio voglia di creare un fiore diverso dagli altri, un fiore commestibile!
Fiore di zucca: Eccomi qui! Finalmente sono al mondo anche io! Sarà sicuramente bellissimo, non vedo l’ora di essere ammirato per i miei colori e la mia forma così particolare!
Natura/Dio: Mmm, sì certo. Comunque aspettami un attimo qui che vado a prendere uova, farina, acqua frizzante e menta. Non ti muovere, mi raccomando!

Se un bel giorno però decideste che la frittura proprio non vi va (magari siete a dieta…), questa che vi proponiamo oggi è un’ottima alternativa (perfetta per la dieta…) . E non vi farà rimpiangere la pastella nemmeno per un secondo. Fooduria approved! 😎


Ingredienti (per 4 persone)

28 fiori di zucca
2 burratine medie
1 mozzarella
25 olive
Pan grattato q.b.
Olio EVO q.b.
Sale q.b.

Procedimento

Lavate bene i fiori di zucca eliminando il pistillo e metteteli ad asciugare prima di passare alla farcitura.
Tagliuzzate finemente le burratine e la mozzarella e amalgamatele alle olive che avrete denocciolato e tagliato a pezzi piccoli.
Con questo composto farcite i vostri fiori di zucca, aiutandovi con una sac à poche oppure con un cucchiaino. Richiudete quindi i “petali” attorcigliandoli su se stessi, per evitare che il ripieno fuoriesca e passateli nel pan grattato.
Mettete i fiori di zucca ripieni, ravvicinati fra loro, in una pirofila foderata con carta forno cosparsa di un po’ di sale e un filo d’olio EVO. Spargete un altro pizzico di sale e un po’ d’olio anche sulla superficie dei fiori e infornate a 250° in modalità grill sul primo ripiano del forno per 10-15 minuti circa o comunque finché non saranno dorati.
Sfornate e servite caldi!


Come suona "Fiori di zucca gratinati ripieni di burrata e olive"

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Per un piatto che profuma d’estate ci vuole un vino che nella bella stagione si esprime al meglio. Ho scelto un bianco prodotto da un giovanissimo enologo pugliese, Giovanni Aiello, che ha fatto della valorizzazione dei vitigni autoctoni pugliesi una ragione di vita e filosofia fondante della sua produzione. Il Chakra Verde viene prodotto da uve 100% Verdeca, al naso ricorda la mela verde, l’ananas ed erba appena tagliata. Al palato è fresco, sapido e di buonissima persistenza. Viva la Puglia!

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Panino con frittata di spinaci, maionese al curry e pomodori

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panino con frittata di spinaci, maionese al curry e pomodori

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Panino con frittata di spinaci, maionese al curry e pomodori

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Qualcosa su "Panino con frittata di spinaci, maionese al curry e pomodori"

Il panino con la frittata fa subito estate, ma non perché sia particolarmente leggero tanto da poter essere mangiato tranquillamente d’estate senza troppi intoppi, no. Fa subito estate perché è il panino delle gite fuori porta, preparato la mattina presto dalla mamma e avvolto in mille tovaglioli e rotoli di stagnola perché non sporcasse troppo lo zaino.

In questo caso, quella che vi proponiamo è una rivisitazione di questo grande classico, in versione light, ma non troppo, con l’aggiunta di due ingredienti: gli spinaci e il curry, che lo renderanno buono da morire.

Se lo preparate da portare in gita però, non assicuriamo su quanto lo zaino resterà pulito, e lo stesso dicasi per le vostre mani quando lo addenterete, ma ne varrà la pena.
Buon appetito!


Ingredienti (per 3 panini)

350 g di spinaci
3-4 uova medie
6 cucchiai di maionese di riso
Curry q.b.
3 pomodori da insalata
2 cucchiai di parmigiano di grattugiato
Sale & Pepe q.b.

Procedimento

Per la preparazione del pane, vi consigliamo di seguire la nostra ricetta dei buns per hamburger.

Iniziate lavando bene gli spinaci, poi lessateli in acqua portata a bollore per qualche minuto e scolateli. Poi, lasciandoli nel colino, pressateli con una forchetta per fargli perdere tutta l’acqua in eccesso. Metteteli in un piatto e tagliuzzateli molto finemente, riducendoli quasi in poltiglia. In un piatto rompete le uova e iniziate a sbatterle con una forchetta, aggiungendo un po’ di sale, un po’ di pepe e i cucchiai di formaggio grattugiato. Aggiungete anche gli spinaci e mescolate. Foderate 3 pentolini o pirofile rotonde (della dimensione dei vostri buns più o meno) con della carta forno e versate il composto della frittata. Infornate a 250° sulla parte bassa del forno già caldo, per 10-15 minuti, controllando spesso.

Intanto preparate la maionese al curry, versando in una ciotolina i 6 cucchiai di maionese e un po’ di curry, mescolando finché quest’ultimo risulterà ben amalgamato e avrà conferito il suo colore giallino alla maionese.

Sfornate le frittatine, tagliate i panini in due e iniziate a spalmare la maionese al curry sia su un lato che sull’altro, posizionate le frittate al centro, con sopra qualche fettina di pomodoro, chiudete con le altre metà dei panini già spalmate di maionese al curry, e mangiate.


Come suona "Panino con frittata di spinaci, maionese al curry e pomodori"

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Muscadet Sèvre et Maine “L’Authentique” 2017 – Domaine Bel Air
Per questo piatto voglio azzardare una gita in Francia, più esattamente nella Vale della Loira. Si sa, questa terra brilla soprattutto per il Sauvignon Blanc, ma c’è anche un altro grande vitigno bianco, dalle nostre parti poco conosciuto, che merita grande attenzione, il Melon de Bourgogne. Come già può evocare il nome, si tratta di un vino che esprime sempre grande frutta al naso insieme a note di nocciola. Al palato soprende per una grande sapidità, grande freschezza ed una buona persistenza. L’azienda si trova vicino Nante, nella Loira Atlantica. I loro vini sono acquistabili in Italia a prezzi interessantissimi su Tannico.it

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Fusilli con crema di peperoni e stracciatella

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Insalata di polpo, cipolla rossa, capperi e senape

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Fusilli con crema di peperoni e stracciatella

Fusilli con crema di peperoni e stracciatella

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Fusilli con crema di peperoni e stracciatella

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Qualcosa su "Fusilli con crema di peperoni e stracciatella"

“Quindi ogni cibo ha un sentimento, riassunse George quando provai a spiegargli del rancore acido nella gelatina di uva.
Mi sa di sì, dissi. Un sacco di sentimenti, precisai.”

Recita così un libro bellissimo e magico sul cibo e sulle emozioni.
Ecco, se questo piatto che vi proponiamo oggi fosse un sentimento, sarebbe di certo la felicità, quella dei primi giorni d’estate, col caldo che non è ancora caldo caldo e tante possibilità all’orizzonte, lì ad aspettarci mentre, appena usciti dall’acqua, ci asciughiamo al sole e intanto non vediamo l’ora di gustarci un piatto di pasta.
Magari con una crema di peperoni.
E un cuore di stracciatella.

Buon appetito!


Ingredienti (per 2 persone)

2 peperoni gialli
10 mandorle
5-6 foglie di basilico
Olio EVO
Sale q.b.
Pepe q.b.
120 g di stracciatella
160 g di fusilli (o altra pasta corta a vostra scelta)

Procedimento

Preriscaldate il forno in modalità grill a 250°, mettete i peperoni in una teglia foderata con carta forno e infornate sull’ultimo piano del forno, ma posizionando una griglia sopra di esso. Fate cuocere finché non vedrete che i peperoni saranno ben abbrustoliti (girateli di tanto in tanto). Tirate fuori dal forno e metteteli in un piatto coperti da un altro piatto per una decina di minuti, questo faciliterà l’eliminazione della buccia. Una volta spellati, tagliuzzateli grossolanamente e frullateli con le mandorle, le foglie di basilico, l’olio (meno di due dita), il sale e il pepe.
Cuocete la pasta normalmente e poi fatela saltare in una padella con la crema di peperoni ottenuta.
Impiattate e adagiate in superficie un po’ di stracciatella (io di solito la “straccio” ulteriormente, perché si sciolga meglio poi col calore della pasta) e una spruzzata di pepe nero macinato al momento.


Come suona "Fusilli con crema di peperoni e stracciatella"

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Per questo piatto molto aromatico ho scelto un vino del cuore, prodotto con uve Sauvignon, vitigno appunto della famiglia degli aromatici. E’ un vino che ti ammalia per l’eleganza e per l’avvolgenza dei sentori all’olfatto e che in bocca esprime armonicità, freschezza, equilibrio e grande persistenza. Prodotto dall’azienda La Tosa sui Colli Piacentini. Un vino da provare almeno una volta nella vita!

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Insalata di polpo, cipolla rossa, capperi e senape

Insalata di polpo, cipolla rossa, capperi e senape

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Insalata di polpo

Insalata di polpo, cipolla rossa, capperi e senape

Insalata di polpo, cipolla rossa, capperi e senape

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Qualcosa su "Insalata di polpo, cipolla rossa di Tropea, capperi e senape"

Da un po’ di tempo siamo in fissa con la senape. Letteralmente. La mettiamo quasi ovunque e il risultato è che quel piatto, qualunque esso sia, ci piace sempre.
E lo stesso abbiamo fatto per dare un tocco di sapore in più a un grande classico della cucina italiana.
L’insalata di polpo è uno di quei piatti che si ordina quasi sempre al ristorante tra gli antipasti, per assaporare il mare e anche un po’ l’estate, diciamocelo.

Eccola allora in versione super strong con cipolla rossa di Tropea, capperi e un condimento a base di senape, appunto, da leccarsi i baffi!


Ingredienti (per 2 persone)

1 polpo grande (circa 400 g) o 2 piccoli
1 cipolla rossa di Tropea
Capperi (una manciata)
Olio EVO
1/2 limone (succo)
Sale
Pepe
Prezzemolo (o menta) q.b.
2 cucchiaini di senape
1 spicchio d’aglio

Procedimento

Versate in un bicchiere due dita di olio EVO, il succo di mezzo limone, i due cucchiaini di senape (o anche 3, se vi piace particolarmente la senape!), il sale, il pepe, il prezzemolo tritato e lo spicchio d’aglio schiacciato. Mescolate e coprite con la pellicola, quindi lasciate riposare per una mezz’ora.

Affettate la cipolla rossa piuttosto sottile e mettete le fettine così ottenute in una scodella con dell’acqua fredda per una mezz’ora circa, affinché diventi più dolce.

Mettete dell’acqua in una pentola dai bordi alti e portate a bollore, immergetevi il polpo (da cui avrete precedentemente eliminato gli occhi, il becco e le viscere) ben lavato con acqua corrente, coprite e fate cuocere a fiamma media per una ventina di minuti circa, infilandolo di tanto in tanto con la forchetta per vedere se è cotto. Spegnete e lasciatelo nella sua acqua di cottura per una decina di minuti circa.

Scolate il polpo e una volta che si sarà raffreddato, tagliatelo a pezzi non troppo grandi e mettetelo in un piatto insieme ai capperi e alla cipolla rossa e versateci sopra il condimento che avevate preparato (avendo cura ovviamente di eliminare lo spicchio d’aglio). Date una bella mescolata e servite in tavola!


Come suona "Insalata di polpo, cipolla rossa di Tropea, capperi e senape"

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Un piatto con molti sapori diversi e contrastanti, dalla tendenza dolce del polpo, la sapidità del cappero e della senape fino alla pungenza della cipolla rossa. In questo caso abbiamo bisogno di un vino morbido che serva ad avvolgere tutte queste durezze nel piatto, quindi un rosso, il vino rosso morbido per eccellenza: il Merlot! Un vino che arriva dal Lazio, dall’azienda Casale del Giglio. Grandi frutti rossi al naso e morbidezza sostenuta al palato. Consiglio di portare la temperatura tra i 14 e 16 gradi.

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Pasta al forno di parmigiana

Pasta al forno di parmigiana

Pasta al forno di parmigiana

Pasta al forno di parmigiana

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Qualcosa su "Pasta al forno di parmigiana"

La ricetta che vi proponiamo oggi ci giunge dal nostro amico Giuseppe, per gli amici Biscotto, che la considera uno dei suoi piatti del cuore, tanto che quando sua mamma glielo prepara, deve letteralmente nascondere (citiamo testualmente:”in anfratti del frigo o del freezer”) la teglia perché non la finisca tutta in una volta.

Beh noi non ce la sentiamo proprio di dargli torto: in questo timballo ci sono due delle cose che gli italiani amano di più: la pasta al forno e la parmigiana.
Se fossimo in una pubblicità di alcuni anni fa e aprissimo la porta di casa, quasi sicuramente troveremmo lui, George (Clooney), che, in abito scuro e sguardo languido, ci sussurrebbe: “What else?”. E infatti ce lo chiediamo anche noi, cos’altro possiamo desiderare di più?
E allora, buon appetito! 😋


Ingredienti (per 4 persone)

2 Melanzane grosse
350 g pasta grossa (tipo rigatoni o cannerozzetti)
250 g mozzarella (e/o treccione)
250 g prosciutto cotto a cubetti + mortadella a cubetti
Parmigiano grattugiato q.b.
350 g salsa di pomodoro
Cipolla
Basilico
Olio EVO

Ingredienti per la pastella:

500 g farina
1 uovo (facoltativo)
Sale q.b.
Acqua frizzante q.b.

Procedimento

Fate un sughetto con la salsa di pomodoro, la cipolla tritata finemente, il basilico e un filo di olio EVO.
Preparate la pastella per le melanzane disponendo la farina in una ciotola, fate un buco al centro, mettete l’uovo e aggiungete l’acqua frizzante a filo mescolando con una frusta (o con una forchetta), aggiustate di sale e tenete da parte.
Tagliate le melanzane a fette non troppo sottili e immergetele nella pastella, facendola aderire bene su tutta la superficie.
Friggete le melanzane in pastella in abbondante olio bollente, fatele scolare su carta assorbente, quindi cuocete la pasta per qualche minuto in acqua salata, scolatela e tenetela da parte.
A questo punto iniziate con la preparazione del timballo.
In teglia (32×20 cm) alternate uno strato di:
– salsa
– pasta
– melanzane in pastella (circa 6-7 fette per strato)
– mortadella e prosciutto + mozzerella e treccione nella forma che si vuole(o una delle due), parmigiano grattugiato o quello che si preferisce
– salsa
per 2, 3, 4 strati a piacere.
Terminate con uno strato di melanzane in pastella, salsa (eventualmente anche mozzarella e parmigiano grattugiato, se vi piace che si formi la crosticina).

Infornate in forno caldo a 250° per 20 minuti circa o comunque finché non si colora.
Una volta sfornata, fate rassettare e servite.


Come suona "Pasta al forno di parmigiana"

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Cosa beviamo con "Pasta al forno di parmigiana"

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La grande struttura di questo piatto merita un vino di altrettanta struttura e complessità. Prodotto da uve Aglianico 100%, il Canneto delle Cantine D’Angelo di Rionero in Vulture, in Basilicata, rappresenta un grande esempio di come debba esprimersi questo grande vitigno: grande complessità al naso e ampiezza al palato. Da sottolineare la grande capacità di invecchiamento, 25/30 anni.

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Fiori di zucca gratinati ripieni di burrata e olive

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Cous cous al profumo di menta con verdure

Cous cous al profumo di menta con verdure

Cous cous al profumo di menta con verdure

Cous cous al profumo di menta con verdure

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Cous cous al profumo di menta con verdure prima Cous cous al profumo di menta con verdure

Qualcosa su "Cous Cous al profumo di menta con verdure"

Quando ero piccola passavo quasi ogni mattina d’estate (e non solo!) dalla nonna e spesso insieme andavamo da sua sorella, che abitava poco distante, a prendere un po’ della menta fresca che cresceva nel suo giardino, perché per pranzo quasi sicuramente avremmo preparato una frittata. E la menta non poteva mancare.

Se ripenso a questa piccola abitudine quotidiana di tanti anni fa, tutt’un tratto mi invade la mente e i pensieri il profumo inconfondibile della menta e mi sembra quasi di essere in quel giardino e di pretendere di poter tenere io il tovagliolo ben ripiegato che avvolgeva quelle foglioline verdi, per poterle annusare mentre tornavamo a casa e perdermi in quell’odore. Venti e passa anni fa, come ora.

Ecco perché questo cous cous aromatizzato alla menta che vi proponiamo oggi mi è piaciuto così tanto.
Provatelo, vi sorprenderà!


Ingredienti (per 2 persone)

140 g di cous cous
160 g di acqua
10 foglie di menta
1 peperone
1 zucchina
6-7 pomodori ciliegino
1 spicchio d’aglio
Sale q.b.
Olio EVO q.b.

Procedimento

Mettete l’acqua in un bicchiere, e aggiungete le foglioline di menta ben lavate. Coprite con una garzina inumidita in modo che aderisca bene ai bordi del bicchiere e lasciate in infusione tutta la notte.

Il giorno dopo tagliate il peperone a listarelle, la zucchina e i pomodorini (io ho usato questi tre tipi di ortaggi, ma voi potete scegliere quelli che più vi piacciono ovviamente!) a dadini piuttosto piccoli, mettete un filo d’olio e uno spicchio d’aglio in padella e fate rosolare prima il peperone, poi dopo qualche minuto anche la zucchina e infine, i pomodorini, aggiungendo un po’ d’acqua di tanto in tanto, lasciare andare per qualche minuto, eliminate l’aglio e spegnete.

Filtrate l’acqua in cui avevate messo in infusione la menta e mettetela a bollire con un po’ di sale. Versatela sul cous cous che avrete disposto in una ciotola o in un piatto, aggiungete uno o due cucchiai di olio e coprite con pellicola per 5 minuti, trascorsi i quali potrete sgranare il cous cous con una forchetta e aggiungervi le verdurine saltate in padella.

Impiattate e godetevi il vostro cous cous fresco e profumatissimo!


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Nicola Didonna consiglia

Interessante questo abbinamento che potremmo definire territoriale, considerato l’uso che se ne fa da secoli del cous cous in terra siciliana. La tendenza dolce del cereale e delle verdure, insieme alla grande aromaticità di queste ultime insieme alla menta, ci richiedono l’utilizzo di un vino con grande mineralità, freschezza e ricchezza aromatica. Ho scelto quindi l’Etna Bianco “Mofete” di Palmento Costanzo, uvaggio di Carricante 70% e Catarratto 30%. Un vino dai grandi ricordi balsamici, frutta gialla e agrumi.

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Raccontiamo Le Colonne Marziale - Pizza al contrario

Raccontiamo Le Colonne Marziale

Raccontiamo Le Colonne Marziale

Raccontiamo Le Colonne Marziale

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Vi raccontiamo Le Colonne Marziale

Se il Paradiso fosse un piatto, probabilmente sarebbe una pizza. Ma dopo aver assaggiato la “Pizza al contrario” di Rosanna Marziale,  non hai decisamente più dubbi. Il Paradiso è lì, tra una base di Mozzarella di bufala (leggermente fiammeggiata per simulare il cornicione della pizza), del pomodoro San Marzano, un po’ di pane croccante cafone e qualche fogliolina di basilico.

Siamo approdati al ristorante “Le Colonne Marziale“, a Caserta, per assaggiare in primis quello che per noi era un “Capolavorodeidea” (come direbbe la nostra amica BB), la “Pizza al contrario” appunto, ma poi abbiamo optato per dei menu degustazione. E non ce ne siamo pentiti.
Ma andiamo con ordine.

Se il piatto di benvenuto è una pasta di Gragnano FRITTA (su una crema di olive nere, melanzane e colatura di alici), il resto del pranzo non potrà che essere perfetto.
L’entrée è accompagnata da un Asprinio di Aversa (uno spumante brut della cantina Adolfo Spada), sorseggiando il quale si ha tutto il tempo di consultare la Carta Marziale, un menu speciale, che spiega ingredienti e storia degli stessi e ti accompagna nella scelta dei piatti.


Antipasti

Iniziando dalla Pizza al contrario, che aveva già catturato il nostro cuore e poi anche il nostro palato, abbiamo proseguito così.

Palla di mozzarella: mozzarella sciolta, farcita con taglierini al basilico, rimozzata, impanata e fritta su una crema di piselli.
A parte l’idea in sé, ancora una volta geniale, questo piatto, che è non solo esteticamente perfetto, quasi fosse un quadro post-moderno, ma anche incredibilmente succulento, ti manda in estasi a ogni boccone facendoti assaporare anche la crema di piselli che probabilmente a casa non toccheresti neanche e invece qui ci intingi delicatamente pezzi della mozzarella rimozzata e fritta, perché non vuoi assolutamente lasciare nulla nel piatto e se non fossi in un ristorante stellato, probabilmente faresti anche la scarpetta. Che noi non abbiamo fatto. No. Assolutamente. È inutile che ci guardate così, non ci sono le prove. Per cui siamo assolti, il caso è chiuso.


Primo

Iniziando dalla Pizza al contrario, che aveva già catturato il nostro cuore e poi anche il nostro palato, abbiamo proseguito così.

Palla di mozzarella: mozzarella sciolta, farcita con taglierini al basilico, rimozzata, impanata e fritta su una crema di piselli.
A parte l’idea in sé, ancora una volta geniale, questo piatto, che è non solo esteticamente perfetto, quasi fosse un quadro post-moderno, ma anche incredibilmente succulento, ti manda in estasi a ogni boccone facendoti assaporare anche la crema di piselli che probabilmente a casa non toccheresti neanche e invece qui ci intingi delicatamente pezzi della mozzarella rimozzata e fritta, perché non vuoi assolutamente lasciare nulla nel piatto e se non fossi in un ristorante stellato, probabilmente faresti anche la scarpetta. Che noi non abbiamo fatto. No. Assolutamente. È inutile che ci guardate così, non ci sono le prove. Per cui siamo assolti, il caso è chiuso.

Finta Carbonara: Spaghettoni di Gragnano, crema di latte zafferano e guanciale.
Premessa: noi amiamo la carbonara, sappiamo che c’è un solo modo per farla e tutte le altre varianti, sono e restano appunto delle varianti, ma non sono carbonara.
Detto questo, il piatto è di un’onesta intellettuale invidiabilissima, infatti ha quel “finta” nel nome, che mette già le cose in chiaro, ma poi lo assaggi e pensi che di finto, c’è ben poco. I sapori sono incredibili e la crema di zafferano crea un connubio perfetto col guanciale croccante, che ti fa venire voglia di chiedere alla Chef di sposarti o quantomeno di trasmetterti un po’ della sua bravura (a proposito, durante il lockdown, su Instagram Rosanna Marziale ha cucinato in diretta delle ricette “svuotafrigo”, davvero meravigliose, intitolando questa rubrica “#iononspreco”. Vale la pena di fare un giro sul suo profilo, non solo per ammirare la sua arte, ma anche per cercare di replicare qualcuno di questi suoi capolavori, a casa, in attesa di andare a pranzo nel suo ristorante!).


Secondo

Maialino nero casertano marinato con zenzero, erbe e confettura e cotto bassa temperatura 12 ore, con friggitelli e crema di patate.
Tenero e succulento, è un secondo davvero impareggiabile.
Ne abbiamo preso uno in due perché eravamo già sazi, ma non si può dire di no al maialino e abbiamo finito col litigarci anche l’ultima fettina di cipolla rossa di Tropea che era nel piatto.


Chiudere in dolcezza...

Creta: crema ai limoni di Sorrento con cioccolato fondente servita al bicchiere, in un piccolo vasetto in “creta”, appunto, che ricorda quindi l’aspetto di una piantina, ma che al primo assaggio regala una cremosità unica e delicata, impreziosita dal profumo del limone e dalla squisitezza del cioccolato.

Piacevolissime note a margine:

– I due tipi di pane che vengono portati al tavolo insieme a una salsa di pomodoro di accompagnamento. Dal pane si capiscono molte cose di un ristorante, e qui le aspettative non vengono deluse.

– Delle mini porzioni di dolci tipici campani (immancabile il babà!) che vengono serviti a prescindere che il dolce vero e proprio sia stato ordinato o meno. Una vera delizia.

– Diversi tipi di zucchero, serviti in bicchieri trasparenti e ognuno col suo cucchiaino, per dolcificare il caffè. Una chicca.

Noi vi consigliamo questo che è per noi un vero posto del cuore, sia perché mangiando da “Le Colonne Marziale” si può toccare con mano cosa significa possedere tecnica, qualità e passione alla guida di una cucina, come quella di Rosanna Marziale appunto, sia perché mangiare bene è una dei regali più belli che possiamo fare a noi stessi e siamo certi che il viaggio esperienziale nel cibo, soprattutto nella Mozzarella di Bufala Campana DOP (di cui la Chef è ambasciatrice nel mondo), vi lascerà in bocca un sapore inconfondibile, quello della felicità.


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Focaccia Pugliese

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Qualcosa su "Focaccia Pugliese"

La focaccia in Puglia è quella cosa che si prepara la domenica come aperitivo prima del pranzo, e la si accompagna magari con dei salumi oppure la si usa per fare la scarpetta nel ragù.

La focaccia è quella cosa che usi come cena quando non sai cosa cucinare, oppure farcisci con mortadella e provolone, “ma qualche pezzo solo con la mortadella, che non tutti mangiano il provolone”, per gli onomastici, insieme a mille altre cose, perché noi festeggiamo anche gli onomastici, sì.

La focaccia è anche quella cosa che prendi quando sei in giro per commissioni o hai poco tempo nella pausa pranzo e allora “1€ di focaccia, grazie!”. Che poi dai, se con un euro riesci a fare un pranzo degno di un re, di che altro hai bisogno?

Ecco, allora se la prepari tu la focaccia non ha davvero prezzo, altro che un euro!

Qui una ricetta collaudata e super buona!
Buona domenica!


Ingredienti

500 g farina 00
400 ml acqua (a temperatura ambiente)
1 cubetto di lievito di birra
12 g sale + una spolverata prima di infornare
15 g olio EVO + altri 15-20 g g per ungervi le mani in fase di lavorazione e un’altra abbondante dose per la cottura in forno
10 g di zucchero (o miele o malto)

Per condire:
7 pomodorini ciliegino
Olive q.b
Origano q.b.

Procedimento

In una ciotola ampia, sciogliete il lievito nell’acqua insieme allo zucchero, aggiungete l’olio e mescolare. Poi aggiungete tutta la farina in un colpo e amalgamate con un cucchiaio, facendo circa 35 giri, a questo punto aggiungete il sale e sempre col cucchiaio fate una decina di “pieghe” dal basso verso l’alto, come a voler richiudere l’impasto su se stesso.
Fate riposare coperto da pellicola e da un canovaccio per 15 minuti e fate altre pieghe di forza su un piano leggermente infarinato, ungendovi le mani di olio per facilitarvi la presa. Lasciate l’impasto sul piano di lavoro e coprite con la ciotola per altri 15 minuti, trascorsi i quali, fate altre 10 pieghe, sempre con le mani unte di olio. Mettete l’impasto nella ciotola, mettendo ancora un po’ di olio sopra e sotto e lasciate lievitare 3 ore, coperto con pellicola trasparente e un canovaccio. Spostate ora l’impasto in una teglia (da 30 cm di diametro se la volete più alta, da 32 cm o poco più, se invece vi piace più bassa) con della carta forno e abbondante olio e stendete leggermente. Fate riposare ancora 1 ora e poi fate i classici “buchi” con i polpastrelli, stendendo l’impasto fino ai bordi (cosa che però sarà già avvenuta con la lievitazione) e aggiungendo un pizzico di sale, un po’ di origano e qualche oliva, se vi piace.
Infornate a 250° per 15-20min, prima sul fondo del forno e poi sul primo ripiano (quello più in basso insomma).


Come suona "Focaccia pugliese"

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Vi raccontiamo Osteria Piga e i suoi piatti

E voi vi ricordate qual è stato l’ultimo posto dove siete stati a cena prima del lockdown, inconsapevoli che di lì a poco la pizza il sabato sera e il gelato la domenica non sarebbero state più abitudini così scontate?

Noi ce lo ricordiamo benissimo, anche perché dopo aver terminato, ci siamo guardati negli occhi e ripromessi di tornarci il prima possibile.

Osteria Piga, a Polignano a Mare, è esattamente uno di quei ristoranti in cui sogni di portare qualcuno a te caro, dicendogli “Conosco un posticino…”.
Intimo e riservato, con un “insolito” menu di terra, dato che ci troviamo in uno dei posti a strapiombo sul mare più famosi di tutta la Puglia.
Appena entrati in sala si viene conquistati da un’atmosfera da osteria, sì, ma elegante e raffinata, e subito dopo dalla coscia di prosciutto in bella vista che ti fa subito capire di essere capitato nel posto giusto.

L’antipasto di 7 portate con cui abbiamo aperto la cena (o le porte del paradiso, scegliete voi!) sarebbe già sufficiente a sfamare chiunque, ma noi volevamo fare le cose per bene e abbiamo deciso di continuare con un primo, un secondo e poi beh, guarda com’è cremoso quel tiramisù, che fai, non lo prendi?

Particolarmente degni di nota:
– l’intera burrata affumicata (una delle 7 portate dell’antipasto) coperta da una pioggia di pomodorini sott’olio, davvero superlativa, tanto da farti sussultare di gioia al primo “taglio” (alleghiamo video dimostrativo!);
– i “cappellotti in sfoglia di castagno con vellutata di zucca, datterino e ricotta di pecora affumicata” che abbiamo assaporato più lentamente che potevamo perché davvero volevamo non finissero mai.
La pasta fresca è rigorosamente homemade e la farina di castagne dava quel tocco in più a un piatto già di per sé divino!

Insomma, noi non vediamo davvero l’ora di ritornarci e non possiamo che consigliarvi di fare altrettanto, le vostre papille gustative vi ringrazieranno!


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