Torta Mimosa

Torta mimosa

Torta mimosa

Torta mimosa

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Torta Mimosa pezzo di Torta Mimosa

Qualcosa su "Torta mimosa

La mimosa è una di quelle torte che esistono nella nostra tradizione praticamente da sempre. La si prepara di solito per la festa della donna, ma a noi le cose scontate non piacciono e allora eccoci qui. Altra festa, sì, ma non dobbiamo dirvi noi che non c’è bisogno di un giorno apposito per ringraziare le nostre mamme e quello che fanno per noi.
Però un dolce ci sta sempre bene, ecco. 😋 E, cercando qual e là, la ricetta migliore per prepararlo abbiamo notato però che prevedeva quasi sempre l’uso di moooolte uova. Allora abbiamo provato a rielaborarla un po’ e ne è venuto fuori un dolce dal sapore delicato, ma buono e rassicurante al tempo stesso. Un po’ come la mamma, no? ❤️
Qui trovate la ricetta.
Buon week end! 😎


Ingredienti (per uno stampo di 26)

3 uova
150 g di zucchero
100 ml di olio di semi
50 ml di latte
250 g di farina
1 bustina di lievito per dolci

Per la crema:

500 ml di latte
2 tuorli
3 cucchiai rasi di zucchero
3 cucchiai colmi di farina
250 ml di panna fresca da montare

Per la bagna:

50 ml di latte

Procedimento

Separate i tuorli dagli albumi e montate con uno sbattitore i primi con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso; aggiungete quindi l’olio di semi e continuate ad amalgamare per bene. Setacciate la farina e unitela al composto, facendo attenzione a sciogliere eventuali grumi, aggiungete poi il latte e infine gli albumi montati a neve, abbandonando lo sbattitore e mescolando delicatamente con una spatola dal basso verso l’alto. Ricoprite lo stampo con della carta forno e versateci delicatamente il composto.
Infornate a 180° per 25-30 minuti circa.

A questo punto preparate la crema, amalgamando prima i tuorli con lo zucchero e poi la farina, quando avrete ottenuto un composto liscio ed omogeneo aggiungete il latte e mettete sul fuoco, mescolando sempre e tenendo la fiamma piuttosto bassa. Quando la crema si sarà addensata, spegnete e togliete dal fuoco.
Montate ora la panna fredda di frigorifero e unitela alla crema quando quest’ultima si sarà raffreddata, mescolando bene.
Un consiglio: quando montate la panna, mettete mezz’ora la ciotola (vuota) in cui la monterete, in frigorifero e tiratela fuori solo quando vi servirà. Disponete poi due bacchette di ghiaccio sotto di essa, versate la panna e iniziate a montare. Vedrete che sarà molto più facile e veloce, specialmente in estate!
Mettete in frigo la crema ottenuta e passate alla suddivisione del pan di spagna.

Riprendete la torta, tiratela fuori dallo stampo, staccandola dalla carta forno e tagliatela in 2 dischi. Scavate bene (con uno scavino o aiutandovi con un coltello) la base e mettete da parte le briciole che avrete ottenuto (tagliatele ancora a pezzi più piccoli se necessario). Bagnate la base con il latte e riempitela con circa metà della crema. Poggiate sopra il disco che avevate ottenuto tagliando la torta, ma capovolto, bagnate anche quest’ultimo con il latte e ricoprite il tutto (anche i lati) con la crema avanzata. Ora fate un art attack, attaccando le briciole del pan di spagna su tutta la torta e avrete la vostra mimosa.
Mettete in frigo per qualche ora (meglio se per una notte intera) e buon appetito!


Come suona la "Torta mimosa"

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Cosa beviamo con la "Torta mimosa"

Nicola Didonna consiglia

Grande classico dei dolci la Torta Mimosa, dove dolcezza e grassezza sono gli aspetti che caratterizzano l’esperienza gustativa. Per l’abbinamento con il vino vale sempre la regola dolce+dolce, ma in questo caso abbiamo bisogno anche di altri elementi come sapidità e acidità per smorzare la parte grassa del piatto. La scelta è ricaduta su un grande vino da dessert italiano, prodotto dalle Cantine Maculan di Breganze (Vicenza). Prodotto da uve Vespaiola, il Torcolato Maculan si presenta di un colore giallo dorato, al naso fiori, miele, vaniglia ed al palato grande equilibrio tra dolcezza, acidità e sapidità.

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Interno Piadina con prosciutto crudo, squacquerone e puntarelle

Piadina prosciutto crudo, squacquerone e puntarelle

Piadina prosciutto crudo, squacquerone e puntarelle

Piadina prosciutto crudo, squacquerone e puntarelle

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Interno Piadina con prosciutto crudo, squacquerone e puntarelle Piadina con prosciutto crudo, squacquerone e puntarelle

Qualcosa su "Piadina prosciutto crudo, squacquerone"

Oggi vi proponiamo un’idea sfiziosa per la cena, più che per il pranzo, anche se effettivamente nulla vieta di pranzare con lei: sua maestà la piadina!
Ormai lo avrete capito, ci piace mangiare e ci piace farlo bene, magari sperimentando accostamenti insoliti o semplicemente ancora inesplorati. Ed è così che nasce questo “piatto”: piadina con prosciutto crudo, squacquerone e puntarelle! Esatto, proprio quelle che si consumano in grandissime quantità nella Capitale, spesso e volentieri con le alici o comunque come contorno sfizioso, ma “sano” a piatti non esattamente leggeri, come sono quelli della tradizione romana che ci piacciono tanto.
Il loro sapore amarognolo abbinato a un buon prosciutto crudo dolce e allo squacquerone che ben amalgama il tutto, vi farà chiudere gli occhi e masticare lentamente per godervi l’attimo al meglio! Provare per credere! ❤️


Ingredienti (per 6 piadine)

500 g di farina 00
80-100 g di strutto (o burro o olio)
150 ml latte
150 ml acqua
1 cucchiaino di bicarbonato
10 g sale

Per la farcitura:

250 g di Prosciutto crudo dolce
300 g di squacquerone
300 g di puntarelle
Olio EVO q.b.
Sale
Aceto di vino bianco

Procedimento

Mettete la farina sulla spianatoia con bicarbonato e sale, fate una fontana al centro e mettetevi lo strutto (o il burro morbido o l’olio) tagliato a dadini.
Impastate aggiungendo poca acqua alla volta e il latte, fino ad avere un impasto liscio e omogeneo.
Coprite il panetto con un canovaccio e fate riposare per mezz’ora a temperatura ambiente.
Prendete dunque il panetto e reimpastatelo formando un grosso filone del diametro di circa 8-10 cm, e tagliatelo in 6 pezzi di uguale dimensione da circa 150 g l’uno, formando delle palline.
Stendete ogni pallina con uno spessore di circa 3-4 mm, prendete poi una padella dal fondo liscio, fatela scaldare sul fuoco senza ungerla e quando è caldissima mettetevi la piadina. Non appena si formeranno le classiche bolle, dopo circa un minuto quindi, rompetele coi rebbi di una forchetta, in modo che cuocia uniformemente.
Cuocete la piadina, due minuti circa per lato.
Togliete quindi la piadina dalla padella e mettetela da parte su un piatto. Man mano che le altre piadine saranno pronte, impilatele una sull’altra.

Per la farcitura noi vi suggeriamo di rimettere la piadina in padella non troppo calda, e comunque a fiamma bassa, e comporla con gli ingredienti a disposizione: prima lo squacquerone, spalmandolo un po’, poi il prosciutto crudo e infine le puntarelle ben lavate e tagliate sottili, condite con pochissimo sale, olio e qualche goccia di aceto. Chiudete a metà o arrotolatela se ci piace di più. Buon appetito!


Come suona "Piadina prosciutto crudo, squacquerone"

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Cosa beviamo con "Piadina prosciutto crudo, squacquerone"

Nicola Didonna consiglia

Quasi naturale l’abbinamento territoriale con questo piatto dal sapore ricco e deciso. Allora Romagna nel piatto e nel calice, con un Sangiovese coltivato in provincia di Rimini dalla prestigiosissima azienda Enio Ottaviani, una delle aziende più riconosciute del territorio.
Il “Caciara” viene vinificato vasche di cemento e dopo la svinatura matura ancora in cemento e botti grandi. Si presenta al naso con profumi fruttati al naso ed al palato asciutto, corposo e con un bel ritorno dei frutti percepiti all’olfatto. Salùt!

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Orzo perlato con pesto

Orzo perlato con pesto, cuor di burrata e pomodori secchi

Orzo perlato con pesto, cuor di burrata e pomodori secchi

Orzo perlato con pesto, cuor di burrata e pomodori secchi

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Qualcosa su "Orzo perlato con pesto, cuor di burrata e pomodori secchi"

Questo è un “piatto-non-piatto”, nel senso che l’unica cosa che dovrete cuocere è l’orzo. Il resto degli ingredienti vengono aggiunti a crudo e ciò lo rende perfetto per queste prime giornate di primavera-estate, ma anche per quando non si ha voglia di cucinare. Capita. 😅
E poi ci sono i colori della bandiera italiana, quindi anche perfettamente instagrammabile! 😜
Buon appetito!


Ingredienti (per 2 persone)

120 g di orzo perlato
1 burratina media
6-7 pomodori secchi sott’olio
20 foglie di basilico fresco
20 pistacchi sgusciati
Sale grosso q.b.
Pepe q.b.
Olio EVO

Procedimento

Mettete a lessare l’orzo perlato in poco più di due bicchieri di acqua fredda a fuoco medio per una ventina di minuti, salando a metà cottura.
Intanto preparate il pesto, frullando (ma se avete un mortaio, fatelo a mano, il risultato sarà di gran lunga migliore!) insieme il basilico, i pistacchi, l’olio, il sale e il pepe.
Tagliate la burrata a metà e scavatela, prendendone il ripieno e tagliuzzandolo ulteriormente insieme all’involucro. Dovrà diventare quasi una crema.
Tagliate anche i pomodori sott’olio in pezzi piccoli e formate il piatto, mettendo il pesto ottenuto sul fondo e adagiandovi l’orzo. Aggiungete il cuore di burrata a formare una piccola montagnetta e guarnite con i pomodori tagliati a pezzi.
Il piatto è pronto!


Come suona "Orzo perlato con pesto, cuor di burrata e pomodori secchi"

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Cosa beviamo con "Orzo perlato con pesto, cuor di burrata e pomodori secchi"

Nicola Didonna consiglia

Bellissima questa combinazione di sapori nel piatto, dove abbiamo grande eterogeneità di gusti tra sapidità, tendenza dolce, acidità e tanti profumi. �Non possiamo che abbinare un vino che accompagna questa ricchezza di sapori di pari passo ma che presenta al palato anche una certa morbidezza, quindi ho scelto il Vermentino Etichetta Grigia di Ca’ Lunae, azienda ligure che rappresenta un’eccellenza per questo vitigno simbolo della regione delle riviere di ponente e levante.
Grandi profumi al naso di agrumi, frutta a polpa bianca e miele. Al palato grande equilibrio, elegante morbidezza ed intensità gusto-olfattiva.

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Pasta al forno di parmigiana

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Ricetta del ragù pugliese

Ricetta del ragù pugliese

Ricetta del ragù pugliese

Ricetta del ragù pugliese

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Qualcosa su "Ricetta del ragù pugliese"

Il ragù, la domenica in Puglia, è sacro.
Ti svegli al mattino e mentre fai colazione vieni inondato dal profumo del ragù che borbotta già da qualche ora, tanto che tu sei lì che inzuppi un biscotto nel latte e quando lo addenti, ti sembra di essere già a pranzo, perché quel profumo ha pervaso qualsiasi cosa. Pure il biscotto e il latte.
E allora decidi di lasciar stare la colazione e fare quello che tutti i bambini hanno fatto almeno una volta nella vita: prendi un pezzo di pane bello croccante, lo intingi nella pentola del ragù e ti abbandoni a quel sapore unico e inconfondibile. E mentre sei lì con gli occhi chiusi che finisci di assaporare quella meraviglia… “Disgraziato, lascia il sugo, che vanno le briciole dentro e poi così ce lo dobbiamo mangiare?” – ti intima tua madre, che sbuca da non si sa dove, col cucchiaio di legno in mano e l’espressione accigliata, la stessa che aveva tua nonna quando lo facevi a casa sua. La stessa che probabilmente avrai anche tu un giorno con tuo figlio. Ma poi di nascosto tornerai a farlo anche tu, perché è vero che il ragù è sacro, ma i nostri ricordi lo sono di più. ❤️


Ingredienti (per 4 persone)

Ingredienti per le braciole:
8 fette di paletta di vitello
2 spicchi di aglio
Un po’ di pecorino grattugiato
Un mazzetto di prezzemolo tritato
Sale q.b.
Pepe nero q.b.

Ingredienti per il ragù:
300 g di collo di vitello
300 g di coscia (quella davanti) d’agnello
300 g di ventresca di maiale
8 braciole di paletta 
1 l di passata di pomodoro
Una cipolla
Una carota
Una costa di sedano
1/2 bicchiere di vino bianco secco
2 foglie di alloro
Olio Evo
Pepe nero
Sale
Acqua tiepida q.b.

Procedimento

Procedimento per le braciole:

Disponete le fettine di carne su un tagliere, battetele leggermente e mettete al centro il prezzemolo e l’aglio tritati, il pecorino grattugiato, un po’ di pepe nero e un pizzico di sale.
Arrotolate le fette di carne e fermatele con degli stuzzicadenti (o con il filo di cotone, come facevano le nonne).

Procedimento per il ragù:

Scaldate l’olio EVO in un tegame (possibilmente di terracotta) e fate imbiondire la cipolla, il sedano e la carota precedentemente tritati, a fiamma dolce per qualche minuto.
Aggiungete quindi i pezzi di carne: agnello, maiale, manzo e le braciole preparate precedentemente; fate rosolare e dorare per bene da tutti i lati.
Sfumate con un po’ di vino e fate evaporare a fuoco vivo, a questo punto aggiungete la passata di pomodoro.
Abbassate un po’ la fiamma e, se è il caso, aggiungete acqua tiepida un po’ per volta (non tutta in una volta). Fate cuocere a fuoco lentissimo per almeno 3 ore, (meglio se tutta la mattinata! Ricordiamo infatti che il vero segreto del ragù è la lunga e lenta cottura!) mescolando di tanto in tanto, fino a quando la carne non sarà così tenera da tagliarsi anche solo con la forchetta!


Come suona "Ricetta del ragù pugliese"

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Cosa beviamo con "Ricetta del ragù pugliese"

Nicola Didonna consiglia

Il ragù e la domenica, un connubio indissolubile, come Sandra e Raimondo, come le fave e le cicorie. Ma indissolubile è anche il legame tra ragù e vino rosso. Per questo piatto ho scelto il vino pugliese per eccellenza, il Primitivo, sua maestà il Primitivo. L’azienda scelta questa volta è un pò fuori dal coro, Petracavallo di Mottola produce uve e imbottiglia vino seguendo i metodi naturali, quindi, interventi biologici in campo, nessuna aggiunta di lieviti selezionati per le fermentazioni e nessuna aggiunta di solfiti. Questo Primitivo si presenta di un bel rosso rubino intenso con note al naso di frutta fresca e secca ed una buona presenza di spezie. In bocca è corposo, morbido e moderatamente tannico. Beh, buona domenica!

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Pasta al forno di parmigiana

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Focaccia pugliese

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Linguina con ciliegino e pancetta

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Ricetta del Danubio Salato

Ricetta del Danubio salato

Ricetta del Danubio salato

Ricetta del Danubio salato

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Ricetta del Danubio Salato Ricetta del Danubio Salato

Qualcosa su "Ricetta del Danubio Salato"

Il Danubio, oltre ad essere un fiume, è anche un lievitato dolce molto buono, che all’occorrenza però può diventare salato, come in questo caso.

Mentre ci accingevamo a prepararlo però ci siamo chiesti perché si chiami così? La porta in Italia, Giovanni Scaturchio, di origini calabresi, che nel 1905 aveva fondato una pasticceria a Napoli, dove era poi ritornato dopo la Grande Guerra, insieme a sua moglie, una donna di Salisburgo. Oltre ai dolci tipici partenopei quindi, la pasticceria Scaturchio (ancora oggi esistente a Napoli!) inizia a produrre anche dolci austriaci, tra i quali appunto il “Buchteln”, ben presto italianizzato in “Danubio” appunto, che risultava di sicuro più semplice da pronunciare.

Bene, dopo questa breve parentesi storica, sarete pronti a fiondarvi nella morbidezza di questa torta rustica soffice e profumata. Buon appetito!


Ingredienti (per 4-5 persone)

500 g di farina 00
2 uova
1 patata
15 g di lievito di birra
150 ml di latte
50 g di burro
50 g di parmigiano (facoltativo)
1 cucchiaino raso di zucchero
3 cucchiaini di sale
200 g di robiola
200 g di scamorza affumicata
250 g di speck a dadini (o quello che preferite)
Latte per spennellare q.b.

Procedimento

Mettete la farina in una ciotola e fate un buco al centro: aggiungete il lievito sciolto nella metà del latte e iniziate a impastare.
Aggiungete ora la patata (che avrete precedentemente lessato) schiacciata bene, il burro ammorbidito tagliato a tocchetti, le uova, lo zucchero e il parmigiano grattugiato (facoltativo). Continuate a impastare, quindi aggiungete il sale e il latte restante; lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo. Formate un panetto e mettetelo a lievitare per circa due ore nella ciotola coperta con pellicola o canovaccio.
Quando il panetto sarà raddoppiato di volume, dividete l’mpasto in 18-20 palline.
Tagliate la scamorza affumicata a dadini e riducete lo speck in cubetti piccoli piccoli.
Stendete leggermente con le mani (non con il mattarello) ogni pallina come se fosse una pizzetta, spalmate al centro un pochino di robiola e unite la scamorza affumicata e lo speck.
Sigillate bene ogni pallina e proseguite con la farcitura delle altre.
Man mano che preparate le palline, poggiatele in una teglia imburrata distanziandole un pochino le une dalle altre.
Mettete il danubio a lievitare per un’ora in forno spento.
Spennellate il tutto con un po’ di latte e infornatelo a 180°C, in forno ventilato già caldo, per 30-35 minuti o comunque finché non saranno ben dorate.
Lasciate intiepidire e servite.


Come suona il "Danubio Salato"

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Cosa beviamo con il Danubio Salato

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Sul bel Danubio Blu o sul Danubio ci bevo su! Questa mattina sono di buon umore e quindi passatemi pure le battute di basso profilo… Però si, sul Danubio ci bevo su ed anche una bella bollicina, in questo caso un blend di Chardonnay (80%) e Pinot Nero (20%) dell’azienda di Nicola Gatta, produttore di spumanti in Franciacorta. Uno spumante cosiddetto naturale, senza aggiunta di solfiti, lieviti selezionati ed in vigna nessun tipo di intervento chimico.
E’ uno spumante che presenta un perlage eccezionalmente fine ed elegante ed al naso così come al palato si percepiscono note fresche ed agrumate. Prosit!

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Pasta al forno di parmigiana

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Focaccia pugliese

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Chicche di patate con pesto di zucchine, rucola, basilico e nocciole

Chicche di patate con pesto di zucchine, rucola, basilico e nocciole

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Chicche di patate con pesto di zucchine, rucola, basilico e nocciole

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Chicche di patate con pesto di zucchine, rucola, basilico e nocciole Chicche di patate con pesto di zucchine, rucola, basilico e nocciole

Qualcosa su "Chicche di patate con pesto di zucchine, rucola, basilico e nocciole"

Secondo noi le chicche di patate sono nate per evadere i sensi di colpa che ti assalgono quando dici la parola “gnocchi”. Ci avete mai fatto caso? “Gnocchi” già ti fa pensare a quante rampe di scale dovrai fare per smaltirli, mentre “chicche” rimandano sicuramente a qualcosa di più piccolo e innocuo.
Detto questo, proprio perché il senso di colpa è dietro l’angolo e non lo sì può ingannare più di tanto, noi vi proponiamo un condimento “green”, fresco leggero: pesto di zucchine, rucola, basilico e nocciole!
Il risultato è garantito! 😎


Ingredienti (per 2 persone)

1 confezione di Chicche di patate “Giovanni Rana”
2 zucchine medie
30 g di rucola
10 foglie di basilico
10 Nocciole
Olio EVO q.b.
Sale e pepe q.b.

Procedimento

Tagliate le zucchine a cubetti e fatele cuocere in padella con un filo d’olio EVO e un paio di spicchi di aglio, aggiungendo acqua di cottura delle chicche poco alla volta e in ultimo un po’ di sale.
Quando saranno cotte, fatele raffreddare un po’ e frullatele insieme alla rucola, al basilico, alle nocciole e a un po’ di sale e pepe. Aggiungete un filo d’olio se vedete che la consistenza è troppo densa e mettete da parte.
Lessate le chicche di patate in acqua bollente già salata, ci vorrà un minuto. Appena verranno a galla, scolate le chicche in una ciotola di vetro e aggiungete il pesto. Mescolate, aggiungendo un po’ di acqua di cottura se serve.
Impiattate con una spolverata di parmigiano reggiano (se vi piace).

N.B. Chiaramente le chicche di patate potete anche prepararle a mano, noi ne avevamo una confezione in frigo da consumare e abbiamo utilizzato quella, ma se avete un po’ di tempo e pazienza, il piatto sarà di sicuro ancora più buono!


Come suona "Chicche di patate con pesto di zucchine, rucola, basilico e nocciole"

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Cosa beviamo con "Chicche di patate con pesto di zucchine, rucola, basilico e nocciole"

Nicola Didonna consiglia

Per un piatto molto delicato ma da una grande aromaticità abbiamo bisogno necessariamente di un vino che sia altrettanto aromatico e delicato e che non vada a sopraffare l’equilibrio creato dai diversi ingredienti. Perfetto quindi il Traminer Aromatico (per i più l’impronunciabile Gewürztraminer) DOC Friuli Colli Orientali di Zorzettig, azienda di Cividale del Friuli con oltre 100 anni di storia. Il vino si presenta di un giallo paglierino carico, profumi floreali e frutta matura, in bocca è delicato, morbido, asciutto e di buona persistenza. Ad maiora!

Ecco altre ricetta da poter fare ...

Pasta al forno di parmigiana

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Ricetta dei taralli pugliesi

Ricetta dei taralli pugliesi

Ricetta dei taralli pugliesi

Ricetta dei taralli pugliesi

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Ingredienti ricetta dei taralli pugliesi Ricetta dei taralli pugliesi

Qualcosa su "Ricetta per insalata di riso venere, peperoni arrostiti, rucola e scamorza affumicata"

Se nasci in Puglia, i taralli li mangi da subito, da quando ti spuntano i primi dentini. E poi non li lasci più.
In casa non manca mai una “busta” di taralli, sempre pronta all’occorrenza, sì perché in Puglia, i taralli, si mangiano a qualsiasi ora, a metà mattina per “spezzare la fame”, prima di pranzo o cena come aperitivo, di pomeriggio per merenda. E poi stanno bene con tutto, coi salumi (N.B. si consiglia di avvolgere una fetta di prosciutto crudo o capocollo intorno al tarallo, chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare nel paradiso in cui verrete catapultati al primo morso! Provare per credere.), con il ripieno della burrata, con le olive, col vino, persino con la Nutella!
Insomma, qui c’è la ricetta, il lievito non serve, quindi non potete dire che non ce lo avete; oggi è pure 25 aprile e la gita fuori porta non la possiamo fare, non vi resta che impastare.
Buona infornata!

Ah, post scriptum: se vi piace leccare l’impasto crudo delle torte, la massa della pizza e tutte quelle cose là, non lasciatevi sfuggire il tarallo bollito e non ancora infornato. Ma attenzione, crea dipendenza, quindi poi lasciatene pure qualcuno da cuocere! 😜


Ingredienti (per 100 taralli)

Ingredienti:
1kg di farina 00
300 g di vino bianco secco
250 g di olio EVO
25 g di sale fino

Procedimento

Impastate insieme la farina, il vino, l’olio e il sale, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Lasciate riposare coperto da un panno per 20 minuti.
Nel frattempo in una pentola capiente portate ad ebollizione dell’acqua salata.
Formate i taralli, staccando dall’impatto dei piccoli pezzi uno alla volta e stendendolo con le mani come a voler formare dei cordoncini, ricavate quindi delle striscioline di circa 1 cm di diametro e 8-10 cm di lunghezza e chiudeteli su se stessi, sovrapponendo le estremità e schiacciandole con le dita in modo da sigillare (affinché non si aprano durante la bollitura).
Immergete nell’acqua bollente una decina di tarallo alla volta e scolateli appena salgono in superficie, aiutandovi con una schiumarola. Sistemateli su un panno per qualche minuto per far sì che si asciughino.
Spennellate di olio una teglia da forno e adagiatevi i taralli senza farli toccare uno con l’altro.
Infornateli in forno preriscaldato a 200° per circa 40 minuti.
Quando saranno ben dorati, tirateli fuori e aspettate qualche minuto prima di divorarli!


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Li stiamo sognando un po’ tutti quegli aperitivi al bar, magari vista mare, di quelli senza troppe pretese: Olive, taralli e calice di vino. Che sogno!
Allora per prepararci a quella che sarà una delle prime cose da fare appena ci sarà il tanto sognato “Liberi tutti!”, proviamo a pensare con quale vino accompagnare questo piacevole momento. Personalmente sono della scuola Taralli-Vino Bianco, per due ragioni: la prima perché viene utilizzato tra gli ingredienti per la preparazione dello snack pugliese per eccellenza; secondo perché l’amido e la tendenza dolce dei farinacei si combina meglio con la freschezza e la sapidità dei bianchi. Questa volta scelgo un vino da vitigno autoctono pugliese (Rien ne va plus!), la Verdeca, ed in particolare l’Askos di Masseria Li Veli. Una delle massime espressioni di questo vitigno nella nostra regione e capace di sviluppare al naso grande aromaticità e intensità, unito ad un palato con buona acidità, sapidità e persistenza. Coraggio, gli aperitivi sono vicini!

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Risotto scampi e gamberi

Ricetta risotto scampi e gamberi

Ricetta risotto scampi e gamberi

Ricetta risotto scampi e gamberi

Indice

Qualcosa su "Ricetta risotto scampi e gamberi"

Ok, con la primavera che avanza, la voglia di un pranzetto sul mare bussa prepotentemente alla porta, ma dato che al momento non possiamo aprire, ci arrangiamo come possiamo.
Ed ecco una ricettina facile facile per un risottino scampi e gamberi dal sapore delicato, ma sublime!
P. S. Un consiglio, gli scampi metteteli con il guscio, così a fine risotto, potrete gustarveli per bene e romperli anche usando le mani (chiaramente lavandole prima e dopo, eh!😅), che tanto state a casa e non vi vede nessuno!


Ingredienti (per 2 persone)

2 tazzine da caffè di riso carnaroli (o acquerello)
8-10 scampi
150 g di gamberetti
30 g di burro
1 carota
3 pomodorini ciliegino
1 gambo di sedano
1 fascio di prezzemolo
2 spicchi d’aglio
1 scalogno
Olio EVO
Vino bianco per sfumare
1/2 bicchiere di brandy
400 ml di acqua

Procedimento

Lavate e sgusciate scampi e gamberi.
Iniziate a preparare la bisque, mettendo un filo d’olio in una padella dai bordi alti, aggiungete il sedano, la carota, mezzo scalogno, gli spicchi d’aglio, un po’ di prezzemolo (il resto tritatelo piccolissimo e tenetelo da parte) e i pomodorini.
Fate insaporire qualche minuto ed aggiungete le teste e i gusci dei gamberi e le teste degli scampi.
Sfumate con il brandy e successivamente aggiungete l’acqua bollente e coprite, lasciando cuocere per un’ora, aggiustando eventualmente di sale.
In un’altra padella versate un filo d’olio e fate scaldare, aggiungete l’altra metà dello scalogno tritato finemente e quando si sarà imbiondito, aggiungete il riso e fate tostare per qualche minuto, mescolando. Sfumate con due dita di vino bianco e una volta che l’alcool sarà evaporato, iniziate ad aggiungere il brodo filtrato, un mestolo alla volta, poco a poco e sempre avendo cura di continuare a mescolare (fino ad avvenuta cottura) e tenendo la fiamma medio-bassa.
Aggiustate di sale se serve e in ultimo aggiungete gli scampi e dopo un minuto i gamberi sgusciati, con un altro mestolo di brodo.
Quando tutti gli ingredienti saranno cotti (ci vorranno pochissimi minuti per gli scampi e i gamberi, anzi ricordate di non farli cuocere troppo, poiché potrebbero indurirsi e risultare gommosi), spegnete il fuoco e mantecate con il burro e il prezzemolo tritato che avevate messo da parte.
Impiattate (meglio se su un piatto piano) e battete sul fondo del piatto dal basso verso l’alto, in questo modo il calore si disperderà più velocemente e non dovremo aspettare troppo prima di poterlo mangiare!


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Nel piatto tanta delicatezza ma grande intensità di sapori. Niente di meglio che uno Spumante Brut, magari da Verdeca, un’uva con una grande aromaticità e persistenza. L’Isotteo Coppi si distingue soprattutto per una mineralità accentuata, elemento fondamentale che rende estremamente equilibrato l’abbinamento.

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Ricetta per insalata di riso venere, peperoni arrostiti, rucola e scamorza affumicata

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Ricetta per insalata di riso venere, peperoni arrostiti, rucola e scamorza affumicata Ricetta per insalata di riso venere, peperoni arrostiti, rucola e scamorza affumicata

Qualcosa su "Ricetta per insalata di riso venere, peperoni arrostiti, rucola e scamorza affumicata"

Il bello delle insalate di riso è che non ne farai mai una uguale a quella della volta precedente, perché basta cambiarne la composizione e avrai un piatto sempre nuovo.
E poi fa subito estate, che di questi tempi stiamo un po’ tutti sognando che arrivi e ci faccia tornare a godere delle piccole cose, e perché no? Anche di un’insalata di riso mangiata sotto l’ombrellone con gli amici di sempre.


Ingredienti (per 2 persone)

2 tazzine da caffè (belle piene) di riso venere
2 peperoni medi
Rucola selvatica q.b.
2 fette spesse di scamorza affumicata
Olio
Sale

Ricetta per insalata di riso venere, peperoni arrostiti, rucola e scamorza affumicata

Procedimento:

Mettete i peperoni in una teglia e infornate a 250° con funzione grill, girandoli di tanto in tanto. Quando saranno ben abbrustolito, tirate lì fuori e copriteli per 5-10 minuti con una ciotola in vetro o un piatto fondo, perché si crei la giusta umidità che servirà a spellarli senza problemi.
Spellateli, conditeli con olio e sale e teneteli da parte.
Cuocete il riso venere, scolatelo e fate raffreddare.
Lavate bene la rucola selvatica con acqua e bicarbonato di sodio (o amuchina) e spezzettatela con le mani; a questo punto, tagliate a dadini le fette spesse di scamorza affumicata.
Mettete il tutto in una ciotola e mescolate bene, non sarà necessario aggiungere altro olio se avrete condito bene i peperoni, ma se credete, mettetene giusto un filo per amalgamare il tutto. Lasciate insaporire per una decina di minuti e servite.
Buon appetito!


Come suona "Ricetta per insalata di riso venere, peperoni arrostiti, rucola e scamorza affumicata"

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L’idea di abbinare un vino ad un’insalata di riso mi rende felice, sarà che mi ricorda troppo quei pranzi in spiaggia, il caldo, l’estate, la felicità appunto… In questo piatto abbiamo tanta aromaticità e necessariamente il vino dovrà essere all’altezza, allora cosa c’è di meglio di un Grillo Siciliano e nello specifico il Vurria dell’azienda Di Giovanna? Piacevoli note agrumate, di fiori freschi e frutta tropicale insieme ad un palato molto fresco e persistente. Viva l’estate!

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torta di zucca con crema al cioccolato bianco

Torta di zucca con crema al cioccolato bianco

Torta di zucca con crema al cioccolato bianco

Torta di zucca con crema al cioccolato bianco

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Qualcosa su "Torta di zucca con crema al cioccolato bianco"

“Pomeriggio spompo di domenica” diceva Ligabue in una canzone, ed effettivamente dai, lo pensiamo un po’ tutti. La domenica pomeriggio è come un essere mitologico, si dice che esista, ma non ne siamo mai del tutto convinti, dato che o la passiamo facendo un riposino lungo un anno, oppure cerchiamo di occuparla in qualche modo affinché il fantasma del lunedì non ci faccia troppa paura.
Bene, allora un rimedio contro la paura, ve lo suggeriamo noi: torta di zucca con crema al cioccolato bianco!
Un dolce per tutti gli amanti del “Dolce” con la D maiuscola, leggero ma non troppo, soffice e delicato al punto giusto, confortevole rifugio per il palato e per tutti gli altri sensi.
Preparatelo e il bambino che è dentro di voi, vi ringrazierà, ne siamo certi.


Ricetta torta di zucca con crema al cioccolato bianco

Ingredienti

Ingredienti per il pan di spagna (per una teglia di circa 20-22 cm):

250 g di farina
50 g di maizena
150 g di zucchero
300 g di polpa di zucca
50 g di burro
3 uova
1 bustina di lievito per dolci
Zucchero a velo q.b.

Ingredienti per la crema al cioccolato bianco:

500 ml di latte
50 g di zucchero
60 g di farina
1 tuorlo d’uovo
200 g di cioccolato bianco

Procedimento

Procedimento:

Tagliate la zucca a cubetti piccoli e cuocetela in forno per 20 minuti circa; una volta cotta, frullatela.
Montate le uova con lo zucchero per alcuni minuti, poi unite il burro ammorbidito, la polpa di zucca e, a poco a poco, la farina e la maizena setacciate; infine unite il lievito per dolci setacciato.
Infornate a 170° per 20-25 minuti circa, fate la prova stecchino per vedere se è cotta.

Mentre la torta è in forno, preparate la crema, mescolando il tuorlo con lo zucchero e successivamente con la farina, aggiungete il latte poco alla volta e scaldate sul gioco finché la crema non si sarà addensata.
Togliete dal fuoco e unite il cioccolato bianco a scaglie, mescolando velocemente fino a che non sarà sciolto.
Coprite con pellicola trasparente direttamente a contatto con la crema e fate raffreddare.

Una volta cotta, tirate fuori dal forno la torta e fatela raffreddare. Quando sarà fredda, aprite la torta in due metà, ottenendo dunque due dischi, bagnateli entrambi con un po’ di latte, in modo che non risulti troppo asciutta e farcitela con la crema al cioccolato bianco ormai fredda. Richiudete e spolverizzate la superficie con lo zucchero a velo.
Potete servire subito o conservare in frigo prima di mangiarla.


Con cosa abbiniamo "Torta di zucca con crema al cioccolato bianco "

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