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I cavatelli col sugo di pomodoro fresco per noi sono il porto sicuro che trovavi in tavola dalla nonna quando andavi a pranzo da lei, sono quel piatto preparato con pochi ingredienti e in poco tempo, ma con tanto amore e un "mangia che devi crescere" infilato lì tra una forchettata e l'altra. Sono quello che ci teneva occupati da bambini nelle mattine in cui di andare all'asilo proprio non ci andava e allora "Vieni a nonna, che facciamo due" minuicchi" (sì, qui in Puglia li chiamiamo così). E dopo che li avevi fatti, li mangiavi e non vedevi l'ora perché te li eri preparati da solo e la cosa ti procurava un certo orgoglio. Sono la nostra infanzia, che ritorna e ci fa sentire che quei sapori lì non li dimenticheremo mai, ma resteranno sempre in un cassettino della nostra memoria, pronti a riaffiorare al primo nuovo assaggio. "Chi tene a mamma è ricco e nun o sape", dicono a Napoli, noi aggiungiamo che se la mamma (o la nonna) gli ha insegnato pure a fare i cavatelli, allora è ricchissimo, e non ha più bisogno di niente.

