Raccontiamo Le Colonne Marziale - Pizza al contrario

Raccontiamo Le Colonne Marziale

Raccontiamo Le Colonne Marziale

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Vi raccontiamo Le Colonne Marziale

Se il Paradiso fosse un piatto, probabilmente sarebbe una pizza. Ma dopo aver assaggiato la “Pizza al contrario” di Rosanna Marziale,  non hai decisamente più dubbi. Il Paradiso è lì, tra una base di Mozzarella di bufala (leggermente fiammeggiata per simulare il cornicione della pizza), del pomodoro San Marzano, un po’ di pane croccante cafone e qualche fogliolina di basilico.

Siamo approdati al ristorante “Le Colonne Marziale“, a Caserta, per assaggiare in primis quello che per noi era un “Capolavorodeidea” (come direbbe la nostra amica BB), la “Pizza al contrario” appunto, ma poi abbiamo optato per dei menu degustazione. E non ce ne siamo pentiti.
Ma andiamo con ordine.

Se il piatto di benvenuto è una pasta di Gragnano FRITTA (su una crema di olive nere, melanzane e colatura di alici), il resto del pranzo non potrà che essere perfetto.
L’entrée è accompagnata da un Asprinio di Aversa (uno spumante brut della cantina Adolfo Spada), sorseggiando il quale si ha tutto il tempo di consultare la Carta Marziale, un menu speciale, che spiega ingredienti e storia degli stessi e ti accompagna nella scelta dei piatti.


Antipasti

Iniziando dalla Pizza al contrario, che aveva già catturato il nostro cuore e poi anche il nostro palato, abbiamo proseguito così.

Palla di mozzarella: mozzarella sciolta, farcita con taglierini al basilico, rimozzata, impanata e fritta su una crema di piselli.
A parte l’idea in sé, ancora una volta geniale, questo piatto, che è non solo esteticamente perfetto, quasi fosse un quadro post-moderno, ma anche incredibilmente succulento, ti manda in estasi a ogni boccone facendoti assaporare anche la crema di piselli che probabilmente a casa non toccheresti neanche e invece qui ci intingi delicatamente pezzi della mozzarella rimozzata e fritta, perché non vuoi assolutamente lasciare nulla nel piatto e se non fossi in un ristorante stellato, probabilmente faresti anche la scarpetta. Che noi non abbiamo fatto. No. Assolutamente. È inutile che ci guardate così, non ci sono le prove. Per cui siamo assolti, il caso è chiuso.


Primo

Iniziando dalla Pizza al contrario, che aveva già catturato il nostro cuore e poi anche il nostro palato, abbiamo proseguito così.

Palla di mozzarella: mozzarella sciolta, farcita con taglierini al basilico, rimozzata, impanata e fritta su una crema di piselli.
A parte l’idea in sé, ancora una volta geniale, questo piatto, che è non solo esteticamente perfetto, quasi fosse un quadro post-moderno, ma anche incredibilmente succulento, ti manda in estasi a ogni boccone facendoti assaporare anche la crema di piselli che probabilmente a casa non toccheresti neanche e invece qui ci intingi delicatamente pezzi della mozzarella rimozzata e fritta, perché non vuoi assolutamente lasciare nulla nel piatto e se non fossi in un ristorante stellato, probabilmente faresti anche la scarpetta. Che noi non abbiamo fatto. No. Assolutamente. È inutile che ci guardate così, non ci sono le prove. Per cui siamo assolti, il caso è chiuso.

Finta Carbonara: Spaghettoni di Gragnano, crema di latte zafferano e guanciale.
Premessa: noi amiamo la carbonara, sappiamo che c’è un solo modo per farla e tutte le altre varianti, sono e restano appunto delle varianti, ma non sono carbonara.
Detto questo, il piatto è di un’onesta intellettuale invidiabilissima, infatti ha quel “finta” nel nome, che mette già le cose in chiaro, ma poi lo assaggi e pensi che di finto, c’è ben poco. I sapori sono incredibili e la crema di zafferano crea un connubio perfetto col guanciale croccante, che ti fa venire voglia di chiedere alla Chef di sposarti o quantomeno di trasmetterti un po’ della sua bravura (a proposito, durante il lockdown, su Instagram Rosanna Marziale ha cucinato in diretta delle ricette “svuotafrigo”, davvero meravigliose, intitolando questa rubrica “#iononspreco”. Vale la pena di fare un giro sul suo profilo, non solo per ammirare la sua arte, ma anche per cercare di replicare qualcuno di questi suoi capolavori, a casa, in attesa di andare a pranzo nel suo ristorante!).


Secondo

Maialino nero casertano marinato con zenzero, erbe e confettura e cotto bassa temperatura 12 ore, con friggitelli e crema di patate.
Tenero e succulento, è un secondo davvero impareggiabile.
Ne abbiamo preso uno in due perché eravamo già sazi, ma non si può dire di no al maialino e abbiamo finito col litigarci anche l’ultima fettina di cipolla rossa di Tropea che era nel piatto.


Chiudere in dolcezza...

Creta: crema ai limoni di Sorrento con cioccolato fondente servita al bicchiere, in un piccolo vasetto in “creta”, appunto, che ricorda quindi l’aspetto di una piantina, ma che al primo assaggio regala una cremosità unica e delicata, impreziosita dal profumo del limone e dalla squisitezza del cioccolato.

Piacevolissime note a margine:

– I due tipi di pane che vengono portati al tavolo insieme a una salsa di pomodoro di accompagnamento. Dal pane si capiscono molte cose di un ristorante, e qui le aspettative non vengono deluse.

– Delle mini porzioni di dolci tipici campani (immancabile il babà!) che vengono serviti a prescindere che il dolce vero e proprio sia stato ordinato o meno. Una vera delizia.

– Diversi tipi di zucchero, serviti in bicchieri trasparenti e ognuno col suo cucchiaino, per dolcificare il caffè. Una chicca.

Noi vi consigliamo questo che è per noi un vero posto del cuore, sia perché mangiando da “Le Colonne Marziale” si può toccare con mano cosa significa possedere tecnica, qualità e passione alla guida di una cucina, come quella di Rosanna Marziale appunto, sia perché mangiare bene è una dei regali più belli che possiamo fare a noi stessi e siamo certi che il viaggio esperienziale nel cibo, soprattutto nella Mozzarella di Bufala Campana DOP (di cui la Chef è ambasciatrice nel mondo), vi lascerà in bocca un sapore inconfondibile, quello della felicità.


Ecco altre esperienze...

Raccontiamo Osteria Piga

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Viaggio a Gradara

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Linguina con le vognole da Squarciolla

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Pulled Pork da Shepherd

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Vi raccontiamo Le Colonne Marziale e i suoi piatti

Raccontiamo Osteria Piga

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Vi raccontiamo Osteria Piga e i suoi piatti

E voi vi ricordate qual è stato l’ultimo posto dove siete stati a cena prima del lockdown, inconsapevoli che di lì a poco la pizza il sabato sera e il gelato la domenica non sarebbero state più abitudini così scontate?

Noi ce lo ricordiamo benissimo, anche perché dopo aver terminato, ci siamo guardati negli occhi e ripromessi di tornarci il prima possibile.

Osteria Piga, a Polignano a Mare, è esattamente uno di quei ristoranti in cui sogni di portare qualcuno a te caro, dicendogli “Conosco un posticino…”.
Intimo e riservato, con un “insolito” menu di terra, dato che ci troviamo in uno dei posti a strapiombo sul mare più famosi di tutta la Puglia.
Appena entrati in sala si viene conquistati da un’atmosfera da osteria, sì, ma elegante e raffinata, e subito dopo dalla coscia di prosciutto in bella vista che ti fa subito capire di essere capitato nel posto giusto.

L’antipasto di 7 portate con cui abbiamo aperto la cena (o le porte del paradiso, scegliete voi!) sarebbe già sufficiente a sfamare chiunque, ma noi volevamo fare le cose per bene e abbiamo deciso di continuare con un primo, un secondo e poi beh, guarda com’è cremoso quel tiramisù, che fai, non lo prendi?

Particolarmente degni di nota:
– l’intera burrata affumicata (una delle 7 portate dell’antipasto) coperta da una pioggia di pomodorini sott’olio, davvero superlativa, tanto da farti sussultare di gioia al primo “taglio” (alleghiamo video dimostrativo!);
– i “cappellotti in sfoglia di castagno con vellutata di zucca, datterino e ricotta di pecora affumicata” che abbiamo assaporato più lentamente che potevamo perché davvero volevamo non finissero mai.
La pasta fresca è rigorosamente homemade e la farina di castagne dava quel tocco in più a un piatto già di per sé divino!

Insomma, noi non vediamo davvero l’ora di ritornarci e non possiamo che consigliarvi di fare altrettanto, le vostre papille gustative vi ringrazieranno!


Ecco altre esperienze...

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Viaggio a Gradara

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viaggio a gradara

Viaggio a Gradara

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Indice del viaggio a Gradara

viaggio a gradara

Inizia il nostro viaggio a Gradara

Stando all’etimologia, Gradara deriverebbe da “grata aura”, proprio per via dell’aria “gradevole” (ma sarebbe un pallido eufemismo, definirla tale) che si respira, arrivati in cima a questa meravigliosa rocca.

Ed effettivamente, dopo aver percorso per arrivarci, strade in salita con una pendenza che credevamo possibile solo nei cartoni animati che guardavamo da bambini, ce ne siamo resi conto anche noi. Un’aria così pulita, che quasi ti dispiace respirare per non inquinata, un silenzio e una pace che ti fanno dubitare del fatto che sia Ferragosto e tu sia in un luogo turistico, in Italia.

Ma siccome in Italia ci siamo davvero ed è quasi ora di pranzo, facciamo un rapido giro guardandoci intorno e apriamo Google Maps per cercare il ristorante che abbiamo saggiamente prenotato giorni fa, grazie a papà internet.


Approdo al ristorante "Mastin Vecchio"

Viaggio a Gradara

Dopo aver tentato di perderci tra le meravigliose viuzze del centro storico di Gradara, siamo giunti al ristorante che avevamo prenotato. Appena si varca la soglia del “Mastin Vecchio”, si viene letteralmente catapultati in una dimora squisitamente medievale: le sale dell’epoca con le travi in legno e i muri in pietra sembrano comporre una perfetta sinfonia d’archi insieme al borgo antico di Gradara. 

E capite bene che, se in tutta questa bellezza, qualcosa riesce a rubarle la scena, non si può che avere a che fare con il cibo.
Le portate che ci vengono servite infatti sono davvero degne di nota:
– Gnocco fritto con prosciutto crudo di Montefeltro 24 mesi e mela Granny Smith (ne abbiamo già parlato qui).
– Strozzapreti al ragù di manzo tagliato al coltello con rucola.
– Ravioli ripieni alle erbette, crumble di erborinato su crema di peperoni.
– Mattoncino vaniglia e cioccolato bianco su terra di cacao e gocce di lampone.


Il tutto innaffiato da un rosato così buono che ci ha fatto dimenticare anche come ci chiamavamo, non che come si chiamasse il vino.


Castello di Gradara

Viaggio a Gradara - Visita guidata a cura della Pro Loco di Gradara

Se sei a Gradara il 15 di agosto, molto probabilmente non sei in cerca della solita vacanza estiva e quasi certamente ti sarai già sentito dire da più di una persona: “ma non potete andare nei posti in cui vanno le persone normali (n.d.r. mare, spiagge, happy hour) ad agosto?”.

Se sei a Gradara il 15 di agosto, il fascino dei borghi medievali e le leggende che vi sono legate, hanno avuto la meglio su di te; e infatti, spinti dalle parole che dalla Divina Commedia in poi hanno descritto (come nient’altro era stato in grado di fare) l’amore, quello vero, turbolento e contrastato, tanto che anche Jovanotti le ha prese in prestito per la strofa di una canzone, ci siamo recati al castello malatestiano: quello di Paolo e Francesca.

I due cognati uccisi dal marito di lei, Gianciotto, dopo che ne aveva scoperto il tradimento.
Essi appartenevano all’aristocrazia feudale di Romagna, ma per la scarsa rilevanza politica del loro casato, i due non occupano nessuna pagina nella storia della fine del Duecento: casomai nella cronaca.
Ma se negli anni ci siamo appassionati alla loro storia e ci sembra quasi di conoscerli, è perché Dante nel V canto dell’Inferno, per la prima volta nel poema, esprime il desiderio di parlare con le anime e in particolare con questa coppia di peccatori che, non solo procedono insieme (a differenza delle altre anime che invece vagano da sole), ma paiono leggere al vento, si abbandonano pienamente alla sua furia, più tormentate delle altre, poiché il vento è uno strumento di punizione.

Si entra nel castello di Gradara

Entrati nel castello, sembra quasi di vederli, e, raggiunta quella che si dice sia stata la stanza dove i due cedettero alla passione (“mi prese del costui piacer sì forte che come vedi ancor non m’abbandona”), si è attraversati da un brivido lungo la schiena, lo stesso che ci percorre davanti alle Colonne d’Ercole a Gibilterra, dove si credeva ci fossero i confini del mondo, o ai Faraglioni di Acitrezza, quei massi scagliati in mare da Polifemo per evitare la fuga di Ulisse che lo aveva appena accecato.

Non sappiamo quanto ci sia di vero nei miti e nelle leggende, ma il fascino di toccare con mano ed essere negli stessi luoghi che per anni abbiamo studiato nei libri e che in qualche modo hanno fatto la storia della nostra civiltà, è una delle ragioni per cui viaggiare non solo ci arricchisce, ma ci rende senza dubbio un po’ più felici.


Camminamenti di Ronda notturna

Viaggio a Gradara

Ma veniamo alle mura della città: altissime e intervallate da torri quadrate, sono percorse per intero da Camminamenti di Ronda necessari per vigilare sul castello e su tutto il territorio.

Il nostro consiglio è quello di percorrerli di sera, come abbiamo fatto noi: il chiarore della luna vi guiderà e il panorama vi lascerà senza fiato. Scorgerete infatti il profilo inconfondibile del Monte Titano, simbolo di San Marino e l’intera fascia costiera.

Ma dobbiamo pensare che in epoca medioevale da qui si dominavano con la vista importanti castelli ormai scomparsi, come quello di Monte Luro e i borghi fortificati del Montefeltro (sì, lo stesso del prosciutto!).

Il giro dura all’incirca 20 minuti, perfettamente godibili in una fresca sera d’estate, soprattutto se prima avete consumato una cenetta in loco o, come noi, in qualche paesino poco distante.

L’intera zona intorno a Gradara è uno scrigno di piccoli borghi incantati e infatti per la cena ci eravamo recati a San Giovanni in Marignano, anticamente definito come “il granaio dei Malatesta” (per le sue fertili colline), ed è proprio così che si chiama il posto in cui abbiamo cenato: Il Granaio.
Un posticino davvero incantevole, con i tavolini all’aperto e le vecchine sedute fuori dalle loro case, poco più avanti. 

Immancabili due calici di Cabernet San Giovese Carbognano ’14, che ci hanno fatto assaporare alla perfezione prima un antipasto di gnocco fritto, prosciutto crudo di Parma, crostino al tartufo, lardo ed erbazzone romagnolo e dopo delle lombatine di agnello alla griglia che si scioglievano letteralmente in bocca.


Conclusione viaggio a Gradara

Ora capite perché ci siamo innamorati di questi luoghi?
Se dopo aver mangiato cibi così prelibati con una storia alle spalle, ma in grado di comunicarla al primo assaggio, puoi anche smaltirli, insieme ai sensi di colpa, passeggiando per le piccole vie dei borghi e ammirando ad ogni angolo un dettaglio, un particolare, insomma qualcosa che rende unico e indimenticabile il paese che lo custodisce, allora sei nel posto giusto e, stanne certo, ci ritornerai. Col cuore o per davvero poco importa, farà tutto sempre parte di te.

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Linguina con le vognole da Squarciolla

copertina-linguine-squarciolla
iciamocelo, la linguina con le vongole fa subito estate. È quel piatto di cui hai voglia quando le giornate cominciano ad essere più calde e i raggi di sole ti fanno desiderare di trascorrere l'ora di pranzo fuori.
  • Ristorante da Squarciolla (Torre a Mare - Bari).

✒ Diciamocelo, la linguina con le vongole fa subito estate. È quel piatto di cui hai voglia quando le giornate cominciano ad essere più calde e i raggi di sole ti fanno desiderare di trascorrere l’ora di pranzo fuori, il venticello fresco che ti accarezza appena i capelli e i pensieri, un ristorantino a due passi dal mare, una tovaglia bianca sulla quale appoggiare gli occhiali da sole e, naturalmente, un calice di vino bianco ghiacciato.
Il ristorantino in questione è Squarciolla, nel cuore della splendida Torre a Mare; l’aggiunta del datterino giallo alla linguina con le vongole è davvero quel tocco che rende cremoso e ancora più gustoso il piatto, senza togliere la scena a sua maestà, la vongola.

Noi vi consigliamo di provarlo e qualcosa ci dice che non vi dispiacerà affatto, ma fate attenzione, perché un piatto di linguine con le vongole chiama a sè una frittura di pesce a cui è difficile dire di no!

con cosa abbiniamo "Linguina con le vongole da Squarciolla"

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Pulled Pork da Shepherd

Pulled Pork da Shepherd

Pulled Pork da Shepherd
La difficoltà più grossa del Pulled Pork non è di per se la lunga cottura o l'eccezionale abilità di preparazione, la vera difficoltà è riuscire a spiegare in una breve descrizione, la bontà di questo panino.
  • Sagra dell'Uva Rutigliano - RAW BAR ________70042 Bus

La difficoltà più grossa del Pulled Pork non è di per se la lunga cottura o l’eccezionale abilità di preparazione, la vera difficoltà è riuscire a spiegare in una breve descrizione, la bontà di questo panino.

Partiamo dal presupposto che la preparazione del pulled pork non è per tutti, quindi “non provateci a casa” se non siete del mestiere.
Un buon pulled pork deve essere saporito ma soprattutto si deve sciogliere in bocca; in questo caso la preparazione di questo panino è stata affidata ai 

 The Shepherd BBQ Team (maestri nella preparazione), i quali hanno utilizzato Capocollo di maiale sfilacciato affumicato al ciliegio e cotto in low&slow( bassa temperatura), il tutto contrastato dalla croccantezza dell’insalata coleslaw e armonizzato dalla salsa bbq homemade in stile South Carolina. 

Ma alla fine dei conti queste sono parole che si sciolgono come il Pulled Pork sotto il palato.

Il nostro consiglio è quello di provarlo appena ne avrete occasione.

Canzone consigliata per Pulled Pork da Shepherd

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Polpette Rosmely Brace & Abbracci

Compleanno da Brace & Abbracci

  • Rosmely Brace & Abbracci (Ceglie del Campo - Bari).

Avete presente il lunedì, quella cosa a metà tra “oggi non ce la faccio” e “oggi non ce la faccio proprio”?
Beh, quanto sarebbe più facile affrontarlo sapendo che a cena ci sono delle succulente prelibatezze come queste ad aspettarci?
Burritos di carne, stracciatella e pistacchio, straccetti, polpette, bombette con diversi ripieni (quelle con cipolla caramellata meritano una menzione speciale!) e alette di pollo!
E per concludere che fai, una bella mousse al bounty non la assaggi?

Noi ci abbiamo festeggiato un’occasione speciale, ma da Rosmely – Brace e Abbracci, ogni cena è una festa, per il palato e non solo!

Canzone consigliata per Compleanno da Brace & Abbracci

Carbonara La Sol Fa

Cena Romana

  • Osteria La Sol Fa (Roma).

Per giustificare la nostra assenza, vorremmo dirvi cose del tipo “è stato un periodo intenso di meeting e conference call per poter migliorare il nostro progetto, stringere partnership commerciali e incrementare le nostre KPI”, ma così non è stato. Il periodo è stato sicuramente intenso, perchè tra le festività e un viaggio a Roma, l’unica cosa che è incrementata è il picco glicemico.
Ripartiamo dunque da Roma, lì dove un po’ s’intreccia la nostra storia, come il pecorino con il guanciale, ed è proprio nella magia della città eterna, che abbiamo incontrato gli amici di Desideri in.continenti – mi sto viaggiando sotto.
Reduci da un’esperienza nel Sud America (e noi dal pranzo di Capodanno), ci hanno raccontato il loro viaggio, nell’iconica “Osteria La Sol Fa“.
Tra un racconto e una risata, una strepitosa carbonara amalgamava le nostre esperienze. Come quella che stavamo per vivere quando abbiamo mangiato “Le palle der nonno”, delle polpette dalle dimensioni non proprio ristrette, avvolte nel guanciale, che di prepotenza hanno distolto l’attenzione del palato.
I sensi di colpa ci hanno portato a ordinare un piatto di puntarelle, per “sgrassare”. Poi i suddetti sensi di colpa sono andati a fare una passeggiata e ci hanno permesso di concludere la nostra cena con un Tiramisol (tiramisù) al boccaccio, che definire “divino” sarebbe un eufemismo.
Andrea Camilleri diceva: “Se mentre mangi con gusto non hai allato a tia (accanto a te) una pirsona che mangia con pari gusto allora il piaciri del mangiare è come offuscato, diminuito.”
E noi, ringraziando gli amici di Desideri in.continenti – mi sto viaggiando sotto per la bella serata, il vino e la compagnia, ci sentiamo di affermare che non c’è nulla di più vero.

Canzone consigliata per cena romana

Focaccia Barese

Focaccia barese

Focaccia Barese
Perché la focaccia (rigorosamente con sopra: i pomodori tagliati a metà e ben abbrustoliti in cottura, un paio di olive, l'origano e tanto sale e olio) a Bari, si mangia in qualsiasi occasione.
  • Panificio S.Rita (Bari).

L’inverno, si sa, ha la giornata uggiosa dietro l’angolo, ma se sei in Puglia, e più precisamente a Bari Vecchia, c’è un posto bellissimo dove poter andare quando sei triste, apatico o anche quando sei felice, eh!

Perché la focaccia (rigorosamente con sopra: i pomodori tagliati a metà e ben abbrustoliti in cottura, un paio di olive, l’origano e tanto sale e olio) a Bari, si mangia in qualsiasi occasione, a merenda “per appuntare lo stomaco”, a pranzo, magari con un po’ di tagliatella di mare, a cena, quando “vuoi stare leggero”. Sì, esatto. Leggero. Non ridete, che vi vediamo.


Comunque il panificio Santa Rita (un’istituzione per i baresi! – E come potrebbe essere altrimenti!) questa felicità la distribuisce a €1,20 a porzione, che poi sarebbe mezza ruota.
Per stare leggeri, appunto.

Canzone consigliata per focaccia barese

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Spaghetti all'assassina

Spaghetti all’Assassina

Spaghetti all'assassina
"Lo spaghetto è un apostrofo rosa tra l'unto bruciato e la salsa di pomodoro piccante" - Se Edmond Rostand si fosse trovato nel barese ed avesse mangiato gli spaghetti all'assassina probabilmente li avrebbe decantati così. Noi ci proviamo a modo nostro.
  • Ristorante Nonna Maria (Noicattaro - BA).

“Lo spaghetto è un apostrofo rosa tra l’unto bruciato e la salsa di pomodoro piccante” – Se Edmond Rostand si fosse trovato nel barese ed avesse mangiato gli spaghetti all’assassina probabilmente li avrebbe decantati così. Noi ci proviamo a modo nostro.

Avete presente quando da piccoli mangiavate a casa della nonna, magari di sera e lei vi riscaldava la pasta col sugo preparata a pranzo? E voi adoravate quella crosticina che si formava e, magari, la mangiavate direttamente dalla padella (diciamo che prima non si prestava molta attenzione alla salubrità della cosa e se la padella presentava qualche scheggiatura, non si buttava via per una nuova, ma si usava finché era la stessa padella a chiedere pietà), grattando con la forchetta quello che ci era rimasto attaccato?
Non era il paradiso?
Bene, gli spaghetti all’assassina sono l’ennesima potenza di questo paradiso qui, ma non nascono come piatto di recupero di pasta già cotta del giorno prima – “u ragù della dì apprìme” –, bensì dalla necessità di allungare un poco di sugo di pomodoro ben ristretto per ottenere una spaghettata abbondante e saziare magari ospiti improvvisi. “Addò màngen dù, màngen tre”, è la ratio di questo piatto, non il riciclo di qualcosa di avanzato.
Sugo di pomodoro, olio, aglio, sale, peperoncino, e spaghetti (crudi, mi raccomando, da far cuocere direttamente in padella e col pomodoro) questo è quello che serve per prepararli, e se proprio si vuole seguire la ricetta originale, una buona padella di ferro. Il risultato è assicurato!

P. S. Il piatto è anche inspiegabilmente adatto ai vegani. Per cui, dato che si avvicina anche il Natale, per una volta, non discriminarli. Falli sedere a tavola con te.

Canzone consigliata per Spaghetti All'assassina

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Felix Felicis

Felix felicis

Felix Felicis
Burger di Pezzata Rossa Extramarezzata e Chianina da 120gr, Cheddar Originale Inglese di Fattoria, Bacon, Insalata, Salsa BBQ e Maionese
  • Birreria Paninoteca Felix (Castellana Grotte).

“Seconda stella a destra
Questo è il cammino
E poi dritto, fino al PANINO”.
Ok, magari la canzone non diceva proprio così, ma per noi i panini di “Birreria Paninoteca Felix”, sono un po’ quell’isola che non c’è, sulla quale tornare quando hai proprio voglia di mangiare qualcosa di buono, ma di buono veramente, qualcosa che non ti delude mai, dal primo fino all’ultimo morso, perché dentro c’è passione per quello che si fa, bravura e ingredienti pazzeschi, abbinati in un modo che ti chiedi come mai non ci avevi pensato anche tu, dato che sono quanto di più vicino alla perfezione!
Se non si è capito, il Felix è il nostro posto del cuore, e dopo aver visto la montagna di bacon che hanno sulla piastra, probabilmente diventerà anche il vostro!

Canzone consigliata per felix felicis

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